Penso solo alla morte.

Al fatto che ieri ho visto un bambino cantare per strada Tutti quanti sanno fare Jazz (una delle canzoni negli Aristogatti, e quindi i bambini si vedono ancora gli Artistogatti, è una cosa che rincuora anche se non so perché) e tra vent'anni quello stesso bambino – che oggi ha 4 anni, forse – non si ricorderà di avermi visto, né di aver cantato e ballato sul marciapiede.
Chissà se sarà un trombettista, un medico, un insegnante o uno spacciatore.
Vent'anni.
Io avrò 46 anni. A dirlo sembra un sacco di tempo, ma so già che sarà quasi domani.
Al massimo dopodomani.
Hettori Hanzo mi ha nominato per due catene. Evviva Hettori Hanzo!

Evviva perché non se ne possono più di questi pensieri inconcludenti, come il fatto, che so, che il ragno che vive sul davanzale del mio bagno sia in realtà in tutt'altra dimensione. Lo guardo crescere, gli do da mangiare (ammazzo le zanzare e gliele butto sulla ragnatela) ma lui non sa nemmeno che esisto, è placido, sereno, prosciuga zanzare e non mi pensa.
Ecco, vedete? Sono alla frutta.
Evviva hettori Hanzo, dunque.
Ho vinto un premio.

Le regole dicevano che dovevo mettere la foto del premio. A me piaceva più il dottor House, quindi che le regole si fottano.
Devo
scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio,per creatività,design e materiali particolari utilizzati,e che diano un contributo alla comunità dei blogger,indipendentemente dalla lingua!
LI nomino DOPO.
si tratta semplicemente di indicare un personaggio letterario e uno cinematografico in cui ci siamo riconosciuti o che comunque ha contribuito alla nostra formazione personale e che ci ha attratto per qualche motivo"
Ok, ok.
Riflettiamo.

Respiri regolari. Andiamo in trance. Torniamo indietro nel tempo. A quando avevo 14-15 anni. Allora leggevo un libro al giorno, sapete? Ora la media si è di molto abbassata, uno a settimana. Allora ci mettevo più passione. Ma allora ci mettevo più passione a qualsiasi cosa.
Mi ricordo che andavo in soffitta e mangiavo un sacco di mele rosse. Almeno un paio al giorno. E in soffitta, seduta sugli scalini bui e polverosi, in mezzo a tutti i giovattoli che non usavo più da secoli – anche se in realtà erano pochi anni – leggevo.
Qualcuno si ricorda di chi sto parlando? Di Joe, una delle piccole donne di MyAlcott. Ora, non so se fosse nella versione del cartone animato o quella cartacea che si mangiava la mela rossa, comunque la Joe mi piaceva perché era un maschiaccio, era ribelle e non si piegava al volere della società tremenda.

Comunque un personaggio che DI SICURO mi ha influenzato – anzi un romanzo che mi ha influenzato totalmente – è stato Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Sembrerà anche una scelta classica, ma la mia totale devozione per questo libro è ancora intatta. Ad ogni lettura vengo colpita da un passo, differente dagli altri, ogni volta mi trovo sempre più simile a uno dei tre personaggi, a rotazione, a seconda del momento.
Forse ora mi troverei proprio con Dorian, crudele e bellissimo fino alla fine (sono sempre modesta, lo so); per un sacco di tempo mi ero ritrovata in Lord Hanry, per il cinismo e i ragionamenti filosofici. Ma quello che mi ha fatto innamorare del romanzo è stato Basil, il pittore. Una figura un po' sfigata, che si vede poco, eppure ha un'importanza vitale per la storia: è lui che imprime tutto il suo ardore nel lavoro, nel dipinto, è lui che riesce a rendere possibile l'esistenza perfetta per il soggetto che ha ritratto. Ed è lui che soffre.

Perché non ricambiato, perché la sua unica consolazione è poterlo ritrarre, poterlo osservare nella bellezza più pura.
Io ero Basil. Sono stata Basil per molto tempo.
Poi ho cambiato, capendo finalmente che l'unica cosa che potevo ottenere era morire: mi avrebbe ucciso il mio stesso amore, la mia stessa passione, il mio stesso idolatrare.
Non faceva per me.
Questo per quanto riguarda la letteratura. Per il cinema...
Personaggio che mi ha aiutato e cambiato la vita? Il Professor Keating de L'attimo fuggente, di Peter Weir.

Ho sentito che il mio destino non sarebbe stato quello dell'impiegata, della persona normale. Io sarei stata un'artita.
Ora muoio di fame, ma questa è un'altra storia.
Ok.
Ora tocca a voi.
I vincitori del premio di cui sopra e i prescelti per continuare questa importante catena sono:
Alianorah perché i suoi racconti mi fanno sempre sorridere e soprattutto perché ha Lollo, l'unico bambino nel mondo che mi sta simpatico;
Stone perché porta la parola di Bukowski nell'etere (ed ultimamente consiglia pure un sacco di film);
Giuy perché mi fa scoprire delle notizie assurde che da sole non sarebbero arrivate da me;
Franca Bassani perché ha un'incrollabile fiducia nel prossimo e RICORDA. Ricorda ogni avvenimento triste, meritevole, iniziativa, come dovremmo fare tutti. E ci rinfresca la memoria. So che odia le catene, ma la nomination era dovuta.
Signor Ponza perché il suo blog non mi fa mai innervosire. Il che non è cosa usuale.
THE SHOW MUST GO ON!

