Ora bestemmio.

Non ne posso più. Ma non ne posso più sul serio. Ma dove siamo? In un paese cattolico, talmente cattolico da non avere ancora capito che una donna può fare sesso perché le piace e non farlo quando non le piace? Talmente cattolico che una donna viene considerata “sessualmente spregiudicata” solo perchè ha i preservativi e sa come si scopa?
O forse non è cattolico: è solo un paese dichiaratamente maschilista, in cui possiamo votare e scrivere per una semplice coincidenza di fatti (e chissà se e quanto durerà).
La notizia (CHE POTETE LEGGERE CLICCANDO QUI) è “vecchia”: una ragazza 17enne sta per essere stuprata dal capo, proprietario di un bar. Allora decide di dargli il preservativo per non prendere almeno le malattie da quel porco schifoso che spero resti a vita in galera, e si fa violentare lo stesso.
E l'articolo del giornale è talmente perfido, vomitevole, puzzolente che non riesco nemmeno a mettere per bene le parole una dopo l'altra, perché è inconcepibile.
Ho chiesto a una signorina che circolava qui per casa che cosa ne pensasse. Ecco la sua risposta:

Già le prime due righe sono un programma:
Fare sesso con una donna «sessualmente spregiudicata» che offre un profilattico per proteggersi ma che di fatto acconsente solo per non perdere il posto di lavoro è reato
Quindi, fatemi capire, l'uomo è un santo e lei è una troia che, addirittura, osa sapere cosa sono i preservativi?
Il bello è che l'articolo non è nemmeno firmato. Non posso prendermela con nessuno, posso solo urlare su queste pagine l'orrenda “informazione” (con sette virgolette) che gli italiani medi si bevono. E se voi non vi scandalizzate, sbagliate: il mondo dei blog fa già schifo, ma quello fuori, di quelli che a malapena sanno parlare e scrivere, è molto molto molto peggio.
Noi non rappresentiamo nulla.
Se così non fosse, le donne non sarebbero “sessualmente spregiudicate”, una donna su cinque oggi non sarebbe picchiata dal compagno e non avremmo la Carfagna come ministra delle pari opportunità che, ricordo, in seguito all'eliminazione dei venti milioni di euro che sarebbero stati assegnati ai centri di accoglienza per le donne, ha detto che si impegnerà che questa azione abbia dei risvolti concreti.
Ora, che cosa voleva dire, in italiano? HANNO TOLTO i soldi, Carfagna, non li hanno DATI. Quali risvolti concreti? Vuoi istituire uno squadrone della morte per le donne che osano scappare dal marito?

Caliamo un velo pietoso poi sulle sue parole sulla famiglia, in cui si nega che la violenza è dentro casa e in cui, nei rari casi in cui succede, la colpa è sostanzialmente della donna perchè è tutto in seguito a un divorzio e via dicendo.
Ma torniamo al nostro articolo.
Anche qui, cosa stiamo insinuando? Che una donna che fa normalmente sesso vuole farlo lo stesso con chiunque? Che le donne che fanno sesso sono puttane ma vanno comunque rispettate?

Il meglio però deve ancora venire:
Quale sarebbe la libertà sessuale di una donna violentata? Che cosa vuol dire? E' il giornalista ad essere stupido o il giudice a non sapere parlare?
Simpatica anche la conclusione: grazie, grazie tante, per darci il permesso di scelta, anche se, in fondo, siamo delle dannate puttane che ora vanno pure in giro con gli anticoncezionali in tasca.

No, non mi calmo.
Non è possibile che, ogni volta che si sente parlare di stupro, ci siano sempre delle attenuanti. Non è possibile che in tutto l'articolo non viene dato un solo giudizio verso questo pezzo di merda violentatore e frustrato sessuale, mentre viene analizzato il comportamento della ragazza che non ha altra colpa se non quella di essere debole.
Non è possibile che le donne vengano ammazzate e poi si sente il padre, o la madre, o gli amici, dire cose come “mia figlia era una persona retta, non sarebbe mai andata a letto col primo che passa”. QUELLA RAGAZZA E' STATA AMMAZZATA O STUPRATA: sarebbe colpa sua?

E l'uomo?
L'uomo faccia quello che vuole, cosa importa?
La donna apra le gambe, si faccia picchiare, e non osi parlare: in fondo non vale niente, è solo un piccolo oggetto da sfruttare a piacimento di chi porta i pantaloni e se si lamenta, a cinghiate.
Oggi, poi, che siamo sessualmente spregiudicate, lasciamo perdere.
In tutto questo, Gianni Guido, uno dei responsabili del massacro del Circeo, è uscito dal carcere, con un anno in anticipo e i genitori osano dire “lui ormai ha pagato”: pagato per una ragazza massacrata e un'altra traumatizzata a vita? C'è forse una cifra che possa rendere giustizia a queste vite spezzate?
Arrabbiatevi, porco Giuda.

Sappiate che al posto di quel “Giuda”, in questo momento, sto pensando e urlando “dio”.
