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programmato da Alicesue alle ore 18:08 martedì, 02 giugno 2009
Parlo troppo, tutti i giorni, con decine di persone. Arrivi al punto che non sai più cosa scrivere. Mi verrebbe solo da salutarvi, dire "Alla salute" e ripartire per le mie solite strade.
Perché questo è un po' il bignami della mia vita, che è diventata un continuo fare politica, grosso modo.
Avrei potuto scrivere della delusione di queste amministrative, in cui anche un caro amico è diventato - momentaneamente, certo - uguale agli altri. Lo stesso mercanteggiare i voti, la stessa retorica - solo un po' più a sinistra - lo stesso fare politica marcio e puzzolente che ben conosciamo. Di contro, c'è la Lista Grillo, con Giovanni Favia, un ragazzo gentile, carino, impegnato. Attorniato da una squadra di giovani, gentili, carini, impegnati. Hanno tirato fuori notizie e dati che farebbero rabbrividire ogni cittadino normale. Ma qui non c'è niente di normale e l'abbruttimento generale porta solo a una flebile lamentela, di quelle da bar, di quelle da nulla.
Ma la situazione delle elezioni non è solo uno scegliere a chi dare il voto. E' anche confrontarsi con persone di tutte le età, di diverso mestiere, colore di capelli, tono di voce. Succede che mi incazzo parecchio, che a volte perdo proprio il boccino, perché la chiusura mentale è tale che spesso la lotta politica diventa lotta generazionale.
E quindi, in questo marasma generale, la parola più usata verso di me e verso il gruppo dello sgabellino (che trovate anche su facebook cercando Lo Sgabellino e su due siti internet:
www.controllocittadino.org www.cittadinisulweb.org) la parola più usata, dicevo, è Fascista. Potete capire la mia confusione mentale.
In un mondo in cui Gentilini, invece di raccogliere merda dei cani, è prosindaco di treviso (dopo 10 anni di potere); in un mondo in cui il premier viene finalmente incriminato per corruzione ma tutti sono troppo occupati a guardare con chi va a letto per accorgersene; in un mondo in cui un partito si fa chiamare democratico, come se si potesse essere non democratici in una democrazia; in un paese in cui c'è bisogno di istituire un partito della legalità, quando in una democrazia seguire la legge dovrebbe essere la base.... i fascisti sono 10 persone che si ritrovano in piazza con uno sgabellino e improvvisano assemblee cittadine, aperte a tutti.
I radicali ci hanno detto che la piazza piena è roba da Mussolini e che bisogna passare per le istituzioni;
Di Pietro ha preso a calci lo sgabello ed è fuggito dopo 3 domande 3. Il nostro metodo non era abbastanza democratico probabilmente.
Per non parlare poi di Cazzola, candidato del pdl, che si è fatto una figura di merda pazzesca ma nessuno se ne è accorto, perchè tanto i giornali hanno raccontato quello che volevano raccontare, dando prova di quanto la stampa sia censurata e manipolata (lo sapevo già, ma essere protagonisti di un evento è tutta un'altra cosa)
Diversi componenti e votanti di Bologna città libera, lista civica capitanata da Monteventi (e la cui mente è il mio presunto amico Franco Berardi detto Bifo), hanno detto che chiedere a qualcuno se vuole parlare e quindi obbligare questo qualcuno a rifiutarsi, è fascista.
Non so. Considerando che fare assemblee di piazza è vietato dal codice Rocco, di stampo fascista, mi sembra quanto meno singolare che Mussolini avesse deciso di rendere illegale una pratica che sarebbe servita ai suoi sostenitori.
Evidentemente c'è una falla nel ragionamento. E quello che abbiamo notato, è che a chiamarci fascisti sono prevalentemente quelli della generazionee dei 77tini. I rivoluzionari falliti, quelli che ancora si crogiolano nel Noi eravamo tanto bravi e intelligenti, senza vedere quanto questo mondo sia naufragato, anche a causa loro. Perché ricordiamoci che certi parlamentari erano in prima linea, pronti a cambiare il mondo, salvo svenderlo per un po' di potere ed una poltrona sicura.
E questi ex rivoluzionari parlano di lotta di classe (ancora, in una realtà in cui lotta di classe non significa più niente, perché le classi non esistono più) e poi di precariato, senza sapere cosa sia, perché troppo anziani per poterlo vivere (e beati loro). La cosa assurda è che vogliono cambiare la società in cui noi viviamo, il mondo fatto di università diroccate e di lavoro inaccettabile, senza volersi confrontare con i gggggiovani. I ggggggiovani sono quelli stupidi, che non hanno voglia di sbattersi per cambiare le cose, ci pensiamo noi vecchi a risolvere tutto, che non sono riusciti a cambiare quando toccava a noi, figurarsi se possono fare qualcosa ora, che a malapena riescono a salire le scale o a parlare senza sputare la dentiera.
Scusate, è che l'odio straripa, a volte.
Che detta così sembra quasi una lotta generazionale. Cosa che invece per me e per quelli che conosco della mia età, non esiste. L'uomo Sgabello ha 60 anni e ad altri componenti del "gruppo" ne hanno una cinquantina. Noi impariamo da loro e loro vogliono insegnare a noi per farci diventare i nuovi "rivoluzionari". L'esperienza deve aiutare a raggiungere obiettivi, non deve invece trasformarsi in un fortino inattaccabile da chiunque sia nato dopo il 1980. Sono rimasta sconvolta nel vedere persone che stimavo sputare sui gggggiovani, salvo non rispondere alle domande e alzarsi, con un sorriso di chi sta dicendo tutto, e andare via, senza nemmeno salutare.
Come se andare in politica non fosse una cosa seria, come se porre una domanda a qualcuno che si propone come possibile sindaco o consigliere, non fosse un dovere di OGNI cittadino, ma privilegio di coloro che hanno già deciso di appoggiare colui al quale fanno i complimenti, mai domande - se non di circostanza. Il candidato sindaco diverrà sindaco di tutti, non solo dei propri elettori. E quindi deve rispondere alle domande poste, sempre e comunque.
Non riesco a credere ai miei occhi.
Chiedendo ai banchetti di Italia dei valori se non si vergognano ad appoggiarsi al Pd, visto che il Pd è pieno di condannati in via definitiva, si ricevono alzate di spalle.
Ma il peggio del peggio è il Pd che a domande risponde solo "abbiamo bisogno di più soldi, Del Bono risolverà tutto perché è volto nuovo". Fa niente se Del Bono è stato in comune durante il "governo Cofferati", se lo sono già dimenticati tutti. Se lo fai notare, ti salutano, arrabbiati, come se li avessi pugnalati alle spalle.
Guazzaloca, che corre da solo, invece non parla, non sente, non guarda. Impossibile avvicinarsi senza essere ignorati.
Quindi riassumere tutto questo diventa sterile, anche perché i lettori del blog non sono solo di Bologna.
Anche se la situazione sarà simile a quella di altre città d'Italia. Però questa parola, "fascista", ripetuta così tante volte, da persone che non vogliono aprire un dialogo ed utilizzano così l'unico vocabolo che chiude totalmente la possibilità di confronto, mi risuona nelle orecchie.
Fascisti noi, che abbiamo cercato di andare a dilogare con i fascisti veri, anche se fermati da poliziotti incazzosi per principio.
Fascisti noi, che parliamo di tutto, con tutti, lasciando libero spazio a chiunque, senza alcuna limitazione di sorta. Fascisti noi.
Mah.
Penso al fatto che il sabato e la domenica non è possibile manifestare, dopo le 14, in centro. Penso che da quando il decreto è passato, noi stoicamente abbiamo manifestato sempre, e non ci ha cagato nessuno.
Nessuno.
La dittatura è tale perché tanto la rivolta non viene amplificata dai media, quindi la rivolta non esiste.
Le persone scrivono su Facebook "Che vergogna, non si può più manifestare", ma poi stanno a casa e se vedono altri manifestare il dissenso, non si uniscono. Quindi la dittatura c'è, ma ce la meritiamo tutta. Forse ci piace pure, la dittatura.
E penso che Bologna città Libera, lista in cui io avevo riposto molte speranze, ci ha utilizzati per fare uno show, un sabato pomeriggio, e poi non ci ha detto nemmeno grazie.
Monteventi e compagni sono venuti in piazza, l'assemblea si è sciolta per appoggiarli nella loro manifestazione ufficiale di dissenso verso una legge anticostituzionale, hanno fatto uno spettacolino con megafono e poco altro e poi si sono dissolti.
Ma questo è poco. Il molto è sentire cosa certe di questi personaggi dicono delle persone comuni, il peggio è sentirsi dare degli inetti,(con un giro di parole, certo) perchè non capiamo che la politica è solo istituzionale. Affermazioni simili pronunciate da chi fece Radio Alice e simili, poi, fan quasi spavento.
Perchè il punto è che uno lo sa che Cazzola, Guazzaloca, Del Bono e compagnia bella sono uguali. Il punto è che nessuno si aspetta niente da Di Pietro e nemmeno da Pasquino, candidato sindaco con una presunta "lista civica" che già ha detto che, in caso di ballottaggio, si unirà al Pd. Nessuno si aspetta nulla, tanto meno io. Però da una lista civica di sinistra alternativa, in cui è la comunione di intenti e la diversità ad essere importante, in una lista civica in cui è presente Bifo, che mi ha insegnato tutto quello che so, beh, io mi aspetto qualcosa di più.
Eppure manca la consapevolezza che il movimento giovanile segue Grillo, per fare un esempio che fa comprendere quanto stiano fuori dal contesto storico in cui si ritrovano ad agire. Saltano il fenomeno Grillo a piè pari, come se non fosse stato la novità più importante in politica degli ultimi vent'anni (da mani pulite, direi).
Guardano alle rivolte greche e all'Onda, movimento universitario ormai spento, e credono che la rivolta sia solo quella, perché è l'unica rivolta che comprendono. E' l'unica rivolta che somiglia a quelle che facevano quando avevano vent'anni, e quasi sono commossi nel rivedere queste esternazioni estemporanee.
Poi tornano a fare politica, nel vecchio modo, quello marcio, quello istituzionale. Si guardano intorno e sono circondati da 65enni. I giovani non ci sono? I giovani sono coglioni!
Nessuna autocritica. E se si pone una domanda, quasi quasi ci si scoccia, ci si alza, e si va via.
Sono un sacco delusa da queste amministrative bolognesi, da cui mi aspettavo molto e che invece mi hanno fatto notare quanto la politica possa fare marcire anche il migliroe degli uomini. La piccolezza degli eventi travolge la mente più geniale, se troppo coinvolta.
Già che ci sono, invito i cittadini bolognesi stanchi della politica con attori e spettatori ad andare su www.controllocittadino.org. Stiamo cercando persone per il progetto "adotta un politico". Dopo le elezioni, ogni persona si sceglierà un assessore bolognese e lo seguirà passo passo, riportando in piazza meriti e demeriti. I futuri controllati si sono già detti pochissimo disposti a collaborare, quindi credo che sia nostro dovere rompere le scatole ed essere presenti.
Infine, ed ora chiudo, perché questa pippa su bologna e le elezioni deve essere stata snervante, ecco l'intervento che ho fatto in piazza maggiore, durante l'evento di Grillo del 29 settembre.
Che bello parlare davanti alla piazza piena.
Che Bello.