programmato da Alicesue alle ore 17:51
venerdì, 17 ottobre 2008

Non vorrei ripetermi. Quindi stai zitta, dirà qualcuno. Forse altri vorrebbero farmi smettere di parlare, quasi con la forza.



In effetti, non avrebbe tutti i torni. Non l’ho già detto che la violenza sulle donne è un fatto molto spesso familiare?
Sì, l’ho già detto.
E che il maschilismo viene trasmesso nelle tv, nelle pubblicità, tramite i giochi e una serie di piccoli, minuscoli particolari che formano, tutti insieme, un paesaggio desolante?
Sì, ho detto anche questo.
E i numeri delle donne stuprate o picchiate?
Sì, avete ragione, ho scritto pure quelli.

Però, cacchio, a me mica va di stare zitta. Quindi ascoltatemi.



Perché è importante. Soprattutto in un momento come questo, in cui la tendenza è quella di fare trent’anni di passi indietro, in un momento in cui il fattore femminile, nella politica NON ESISTE.

E le donne non solo rappresentano almeno metà dell’elettorato italiano, ma sono sia a destra che a sinistra. Eppure, abbiamo un travestito in parlamento e nessuna donna.
Salvo pensare che persone come la nostra ministra delle pari opportunità o, che so, la Mussolini siano donne. Quelle sono caricature, quelle sono le donne che piacciono tanto al mondo politico. Perché non sono pericolose, perché sono uomini, perché sono completamente soggiogate o caricaturali. Ah, già, abbiamo la Livia Turco. Ma ammesso che le sue riforme non sono male, converrete con me che una parlamentare che tra l’altro non fa mai la voce grossa, non basta.
Perché il problema è enorme.

Ma non le ho già dette queste cose?
Sì, ora che mi ci fate pensare, sì.
Solo che non mi va mica, visto che tra qualche giorno ci sarà anche una manifestazione femminista in solidarietà con le donne stuprate, qui a bologna, di stare zitta.
Quindi continuo.



Posso aggiungere che oggi dire femminista è un insulto. Non lo è essere fascista, ma femminista sì. Femminista è diventato sinonimo di lesbica, di colei che odia gli uomini, di frustrata sessualmente. E’ ovvio, il potere maschile è riuscito a far passare questo concetto. Ma ricordatevi, punto primo, che senza le femministe non avreste il divorzio, il delitto d’onore sarebbe ancora riconosciuto come un non delitto, lo stupro non sarebbe reato e l’aborto… Ah, già, l’aborto tanto tra poco lo tolgono.
Perché hanno fatto delle brave leggi sui diritti del feto, in contrasto con la costituzione che dice che uno diventa persona fisica (e quindi soggetta di diritti e doveri) quando nasce vivo. Ma, si sa, è più importante un essere che non esiste, che ancora non c’è, che una donna.
Perché la donna è solo l’involucro.
Però, se il feto è donna, lo possiamo abortire? Eh, dai, un problema in meno.



Che a me non va nemmeno più di argomentare. Ascolto un sacco di stronzate, come quelle che “se una donna è picchiata o fa certe cose, beh, alla fine lo vuole lei perché mica è obbligata” dette col sorriso sulle labbra da uomini più sensibili della media.
E mi immagino gli altri, allora, cosa possono pensare.
Quelli che pensano che se incontri un maschilista, va beh, lo devi ignorare, mica è la regola. Quando non è vero, è la regola, solo che tanto voi mica ve ne rendete conto.
Voi non sapete – anche gli uomini più sensibili hanno spesso difficoltà a capirlo da soli – che cosa vuol dire, ogni giorno, praticare un’autodeterminazione. Ogni giorno è un continuo affermarsi, è un dire “io non sono obbligata a subire”.
Ogni volta che esco di casa con una gonna corta o una scollatura o un po' più elegante del solito.



Ogni volta che  qualcuno mi fa un commento pesante, o mi insulta, devo ricordarmi che non sono io la sbagliata.

E molte donne non lo sanno, di non essere sbagliate.
Molte donne non hanno la sicurezza, la forza, non hanno nemmeno metri di paragone.

Quindi oggi, essere femministe non è fuori moda, non è inattuale. Perché se sei donna e ti interessano i tuoi diritti, sei femminista. La femminista non è separatista. Non è che odia gli uomini e li vuole fuori dalle palle. Quelle sono femministe separatiste, una branca che io mal sopporto. La femminista è colei che conosce la situazione delle donne nel suo paese e nel mondo  e non ci sta. E lotta, anche solo nella sua vita privata, per cambiare le cose. Quelle che si sentono schiacciate, dominate, quelle che non vogliono più.
Se avete certi sentimenti, siete femministe, che voi lo vogliate o meno.
Sarebbe ora di riportare un po’ di dignità a un vocabolo che è stato ostracizzato e infine ridicolizzato.
Maschilismo e femminismo non sono due facce della stessa medaglia, il perché è lapalissiano. Il femminismo non profetizza lo schiacciare del genere maschile. Il maschilismo, invece profetizza lo schiacciamento del genere femminile.



Un’altra cosa che mi sento di dire è che alle manifestazioni come quella che ci sarà tra una settimana, siamo sempre poche. Ci sono le solite cinquantenni, qualche ragazza e molte lesbiche. La cosa più fastidiosa di tutto questo è che il mondo esterno, anche quello più intelligente, vede le lesbiche e dice “eh, certo, ovvio che loro fan certe manifestazioni”.
Voglio dire, ma che significa? Che le lesbiche odiano gli uomini? Forse dovreste guardare bene il significato di omosessualità. Forse la donna eterosessuale odia le altre donne? Ma per favore.

E poi, uniamo un’altra cosa al calderone del non ancora detto, in questa scenata sul femminismo post litteram.
L’aborto. Ovvio che parlo già con persone che sono d’accordo sulla sceltà dell’interruzione di gravidanza, perché io mi sono stancata di evangelizzare.
Quello che mi dispiace, anche delle donne e uomini favorevoli all’aborto, è che lo considerino un “male necessario”. La cosa che più mi colpisce è l’accuratezza di dire “se io non posso portare avanti una gravidanza…”
Ecco, POSSO.
Sono poche le donne e gli uomini che osano dire cose come “Io posso anche non VOLERE portare avanti una gravidanza”.
Posso rimanere incinta e non volere figli.



Senza avere per forza problemi economici, senza niente.

Posso abortire, senza sentirmi in colpa.
Sentirmi in colpa per cosa? Mica è un omicidio.
Il fatto è che siamo talmente sommersi dalla cultura cattolica e da quella perbenista che nemmeno riusciamo a renderci conto che non tutte le donne vogliono figli. Anzi. Ci sono donne che piuttosto che vedersi deformare, si ucciderebbero.
Io sono tra quelle. E chi se ne frega se sono “snaturata”. Che significa? Che per natura io devo fare figli?
Non sono mica una scimmia, ho il dono della parola e di altre milioni di cose. Ergo, ho anche il dono di decidere se voglio figli o meno. Io se vedo un bambino piccolo, non mi vengono le lacrime agli occhi. L’istinto materno è una cazzata, un po’ come quello paterno. Ma no, vero, l’istinto paterno può non esistere ma quello materno è intrinseco della donna? E perché, di sorta?
Per il solito fatto che se una donna ha le ovaie allora deve partorire?
Certo, quindi se uno ha il pisello deve andare con le donne, se una ha la vagina invece deve andare con gli uomini?
Stiamo ancora ragionando così?



Va beh, insomma. Il 21 ottobre ci sarà un presidio femminista. Piazza Verdi alle 18.30
Il 22 novembre, a Roma, ci sarà la manifestazione nazionale per le donne. Contro la violenza e il menefreghismo politico sulla questione.

Fatevi un giro.
E, davvero,non vergognatevi di definirvi femministe.



Chi si dovrebbe vergognare è chi nega il problema, lo alimenta e permette a tante donne come noi di vivere nell’angoscia, nell’umiliazione e nell’invisibilità ogni giorno della nostra vita.
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directory : donne

programmato da Alicesue alle ore 16:57
mercoledì, 08 ottobre 2008

Sguardo dritto, che scivola su tutto e tutti.
Sguardo che uccide, se possibile.
Il passo deve essere deciso, la schiena dritta.


Un paio di cuffie con della musica sparata nelle orecchie, aiutano.
Non bisogna guardare niente e nessuno, nemmeno per un secondo.
Ogni titubanza sarà pagata con commenti, sguardi, atteggiamenti fastidiosi.

Ecco, più o meno, descritti i miei tragitti giornalieri quando esco da casa per andare a fare la spesa o quando devo incontrare qualcuno o, semplicemente, ho voglia di vedere il mondo.

Ho notato un peggioramento devastante nei soggetti, in questo caso maschili.

Non posso più permettermi di uscire da sola: un coglione fa un commento (oggi, tra i tanti, un “ma che bel perizoma che hai” solo perché avevo una gonna sopra al ginocchio), una testa di cazzo mi insegue, l'altro ancora mi guarda come se volesse fare chissà che.

A due mie amiche coglioni – sera presto, in via trafficata – hanno chiesto “chi di voi mi fa un pompino”?.


Ora, io non credo proprio che siamo delle sfigate croniche. Non credo proprio che questi siano comportamenti limite, anzi, credo ormai che questa sia la normalità.

A cosa dobbiamo dare la colpa? All'educazione televisiva e non, ovviamente, in primis.

E poi ad altri milioni di fattori che a me non va di elencare perché non sono una sociologa, non è il mio compito, io mi limito ad incazzarmi e a fare domande.

Cosa devo fare? Chiamare i carabinieri ogni volta che un mentecatto fa una roba del genere e
denunciarlo per molestie verbali? Mandarli a fanculo?


Subendo poi le conseguenti risatine isteriche dopo? Ignorarli, come se non accadesse niente?

Il risultato è sempre lo stesso: frustrazione, rabbia, voglia di tagliare le palle al maniaco di turno.

Ormai è la normalità. Gente che si ferma con la macchina, vecchi che fanno battutacce di bassissimo livello. Che poi, diciamolo, io mica sono una strafiga. Non sono alta un metro e novanta, non ho i capelli biondi, non mi metto i tacchi alti.

Sono una ragazza normale. Nè più nè meno.

Ogni volta che esco di casa torno che sono più schifata che mai e non riesco proprio a capire quale possa essere la soluzione.
Anche perché, diciamolo, molte donne sono così immerse nel tunnel del maschilismo che addirittura APPREZZANO questo genere di atteggiamenti. Come se fosse lusinghiero, quasi.

Lusinghiero è chi ti regala delle rose.
Chi ti guarda con uno sguardo ammirato ma distante, senza slanci da maniaco sessuale.
Chi ti fa i complimenti in modo delicato, senza risultare invadente.
Non chi ti guarda il culo e dice cose come “Hey, vuoi scopare?”.


Che poi ormai la domanda manco te la fanno, come se tu fossi la schiava sessuale del cazzone frustrato che – è logico – una ragazza l'ha vista solo sul postalmarket.

Sono ufficialmente stanca di questi energumeni maleducati e misogini, sono stanca di questo sesso ostentato e ridotto a mera pornografia.

In più, io mi voglio vestire come mi pare perché, fino a prova contraria, se un uomo si mette un paio di pantaloncini nessuno lo violenta.

Perché invece a me potrebbe capitare – ogni giorno – il contrario?

Se voglio mettermi la minigonna voglio essere libera di farlo perché non è vero che “ me la sono cercata” se qualcuno mi violenta.

Sempre così. Il massacratore diventa santo, la vittima invece, in fondo, che ci faceva lì, a quell'ora, in quella strada, vestita così?
Dai, lo sappiamo tutti, certe puttane vanno punite.


E che diamine, qua ci vuole un po' di moralità.

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programmato da Alicesue alle ore 12:09
martedì, 05 agosto 2008

Venivano bruciate per niente. Non solo bruciate. Prima del fuoco purificatore avvenivano le torture. Interminabili, disumane, quasi eterne.

La morte era l'unica fine possibile.


Non c'era scelta. Se confessavano di avere amato Satana carnalmente, erano colpevoli. Se non confessavano venivano condannate lo stesso, perché solo una figlia del Diavolo avrebbe potuto resistere a tanto dolore. Non solo. Nel caso di “morte prematura”, ossia di morte durante la tortura, i vicari si limitavano ad alzare i sopraccigli e a dire “eh, c'è qualcosa di strano...”. Nel caso di suicidio, poi, era sempre il dio cornuto a vincere.

Il dio cornuto (Cernunnos) è uno degli dei più antichi, uno dei culti che arriva da un passato remotissimo, se ne hanno tracce nel primo secolo avanti cristo, molto prima che l'evangelizzazione cattolica cominciasse a imperversare sul territorio europeo.

Quando i cattolici divennero amici dei potenti (imperatori e via dicendo), presero parte del potere (più di una piccola parte) e utilizzaro i culti pagani per spaventare e aizzare la gente contro se stessa. Ecco che Cernunnos diventa Satana, ecco che le donne erboriste diventano streghe, ed ecco che le streghe (che si dividevano in buone e cattive, proprio come nel mago di oz) diventano tutte amanti del Diavolo, quindi pericolose, quindi da massacrare.

Tutti armati e bardati per distruggere il maligno.


Tuo figlio moriva, anche se “sano”? Colpa della strega.

La grandine distruggeva i raccolti? Colpa della strega.

Una donna osava utilizzare il proprio corpo come strumento di piacere? Non c'era dubbio, era una strega.

I Sabba? Certo che esistevano, ma di sicuro queste povere donne non arrivavano a cavallo di una scopa. Si trattava di feste pagane (che so, quella della primavera e via dicendo), con balli, riti e circolavano droghe. Le donne stesse erano convinte di compiere atti demoniaci, tanto la loro mente era deviata da queste sostanze.


Comunque a me non me ne frega niente di scrivere un trattato sulle streghe. Non mi interessa elencare il tipo di torture, le durate, i nomi di questi inquisitori pazzi.

A me interessa dire che tutto questo mi fa PAURA. Anche se è passato del tempo – ma non tanto come voi credete – questa follia quasi totale dell'umanità mi terrorizza.

Tempo fa qualcuno mi disse che nel medioevo il dio cristiano/cattolico era il dio di tutti. Ora posso dire che era una stronzata. Il dio di tutti all'epoca non esisteva: la gente era pagana, ognuno con un credo, ognuno con un rito, piccole “sette”, piccoli gruppi, molta tradizione popolare. I cattolici erano una sparuta minoranza ed ecco il motivo per cui furono così tanti i roghi: uccisero tutti quelli che non si vollero redimere. Così come massacrarono i popoli americani nativi perchè barbari e non cattolici, così fecero nei paesi.


Triora. Non so se voi ci siete mai stati. E' un paesino interessante, pauroso, in cui ti aspetti che qualcosa accada. Uno di quei posti che richiama a qualcos'altro ma non sai cosa, uno di quei posti in cui si può sparire nel nulla. Un posto che inghiotte. Si trova in Liguria ed era, nel 1500, una meta molto trafficata. Genova la voleva come città sorella perché molto ricca, a causa dei raccolti e gli allevamenti, la gente che veniva da cuneo o dal basso piemonte per andare in liguria passava di lì e viceversa, anche per andare in Francia. Insomma, un “porto importante”.

Oggi non è ninte di tutto questo. E' isolata, quasi morta, la gente ti guarda con sospetto da dietro le tende.


Qui, lo sapete tutti immagino, c'è stato uno dei più grandi processi alle streghe.

Ad un certo punto, la carestia. Con la carestia, il malcontento generale, così ecco gli inquisitori. Morti, torture, tragedie.

A me fa paura.

Avete un ben dire cose come “i nazisti è gente cattiva”. A me i nazisti non fanno paura. Perché un po' il razzismo lo capisco. Perché è comprensibile l'odio verso qualcuno di un altro paese, perché lo sterminio di massa è terrorizzante ma il fatto che sia durato così poco, che i nazisti siano annientati, il fatto che si trattasse di una follia così lucida da dover calcolare i tempi di percorrenza per il trasporto di ebrei da un posto all'altro, mi terrorizza, ma meno.

Mi sembra quasi una parentesi nera, una strage di massa congeniata da pochi pazzi contro una minoranza.

Nel caso dell'inquisizione, fa più paura. E' cento milioni di volte più terrorizzante.


Leggendo i comportamenti dei preti, vicari, inquisitori, chiamateli come volete, che per venti ore di seguito massacravano le donne; leggendo di “uomini di dio” che violentavano donne, le umiliaavano; leggendo di popoli – pagani o cristiani, chi se ne frega – che si denunciavano, gli uni contro gli altri, per vendetta, per salvarsi, ma comunque per farsi ammazzare è molto più terrorizzante.

Come nel film di Bergman, il Settimo sigillo, una folla completamente invasata camminava per la città invocando il perdono di Dio ma chiedendo il sangue di poverette che non avevano fatto niente.


Mi fa paura pensare alla camera delle torture, al sistematico incutere dolore con tanta bramosia e convinzione. CONVINZIONE DI ESSERE NEL GIUSTO.

Nel caso di Triora, poi, forse si parla di complotto. La careestia non esisteva, si pensa che si trattasse di un piano losco dei signorotti del posto che facevano sparire le derrate per poi venderli ai mercanti di fuori e, per comprire queste nefandezze, avessero dato la colpa alle streghe.

La storia di Triora è lunga, tetra, complessa. Se vi interessa leggete, per esempio, Le tre bocche di Cerbero di Stefano Moriggi.

Ora che i vari cattolici/nasisti/rompi coglioni non mi vengano a dire che il paganesimo non era così diffuso, che dico solo stronzate, che i cristiani e i cattolici sono cosa diversa e bla bla bla.

Non risponderò nemmeno. Io non leggo trattati scritti da preti revisionisti, leggo solo trattati di giornalisti o storici e le parole di poveri mentecatti che nemmeno si firmeranno, nei commenti, mi interessano relativamente.

Però, a tutti gli altri, ribadisco che la cosa mi fa paura. Troppa.

Mi sembra di vederle, questa notte, le loro facce invasate, i loro occhi in cui si legge la ceca follia e la voglia di sangue.



Quello che voglio dirvi è che è' incredibile.
Che il numero dei morti è impressionante.

E, che soprattutto,  i nazisti oggi non ci sono più o quasi e che essere nazista è deprorevole.
I cattolici invece hanno uno stato, vengono onorati, hanno un sacco di privilegi e nessuno si vergogna di dire “Io sono cattolico”. Ah, dicono, ma questo è stato tempo fa, era diverso, allora.

Certo.

Allora tra cent'anni il nazismo sarà cosa passata e poco importante, e quindi, su, riprendiamo le divise. Forza, tutti col braccio teso.

Heil Hitler, ragazzi!


E se peccate, state tranquilli.

4 Ave Maria e un Padre nostro possono bastare.

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programmato da Alicesue alle ore 14:06
domenica, 08 giugno 2008

Ora bestemmio.


Non ne posso più. Ma non ne posso più sul serio. Ma dove siamo? In un paese cattolico, talmente cattolico da non avere ancora capito che una donna può fare sesso perché le piace e non farlo quando non le piace? Talmente cattolico che una donna viene considerata “sessualmente spregiudicata” solo perchè ha i preservativi e sa come si scopa?

O forse non è cattolico: è solo un paese dichiaratamente maschilista, in cui possiamo votare e scrivere per una semplice coincidenza di fatti (e chissà se e quanto durerà).

La notizia (CHE POTETE LEGGERE CLICCANDO QUI)  è “vecchia”: una ragazza 17enne sta per essere stuprata dal capo, proprietario di un bar. Allora decide di dargli il preservativo per non prendere almeno le malattie da quel porco schifoso che spero resti a vita in galera, e si fa violentare lo stesso.

E l'articolo del giornale è talmente perfido, vomitevole, puzzolente che non riesco nemmeno a mettere per bene le parole una dopo l'altra, perché è inconcepibile.

Ho chiesto a una signorina che circolava qui per casa che cosa ne pensasse. Ecco la sua risposta:



Già le prime due righe sono un programma:

Fare sesso con una donna «sessualmente spregiudicata» che offre un profilattico per proteggersi ma che di fatto acconsente solo per non perdere il posto di lavoro è reato

Quindi, fatemi capire, l'uomo è un santo e lei è una troia che, addirittura, osa sapere cosa sono i preservativi?

Il bello è che l'articolo non è nemmeno firmato. Non posso prendermela con nessuno, posso solo urlare su queste pagine l'orrenda “informazione” (con sette virgolette) che gli italiani medi si bevono. E se voi non vi scandalizzate, sbagliate: il mondo dei blog fa già schifo, ma quello fuori, di quelli che a malapena sanno parlare e scrivere, è molto molto molto peggio.

Noi non rappresentiamo nulla.

Se così non fosse, le donne non sarebbero “sessualmente spregiudicate”, una donna su cinque oggi non sarebbe picchiata dal compagno e non avremmo la Carfagna come ministra delle pari opportunità che, ricordo, in seguito all'eliminazione dei venti milioni di euro che sarebbero stati assegnati ai centri di accoglienza per le donne, ha detto che si impegnerà che questa azione abbia dei risvolti concreti.

Ora, che cosa voleva dire, in italiano? HANNO TOLTO i soldi, Carfagna, non li hanno DATI. Quali risvolti concreti? Vuoi istituire uno squadrone della morte per le donne che osano scappare dal marito?


Caliamo un velo pietoso poi sulle sue parole sulla famiglia, in cui si nega che la violenza è dentro casa e in cui, nei rari casi in cui succede, la colpa è sostanzialmente della donna perchè è tutto in seguito a un divorzio e via dicendo.

Ma torniamo al nostro articolo.

Dalla ricostruzione pare che la giovane fosse particolarmente spregiudicata e che già nel primo incontro avesse offerto al datore di lavoro un profilattico per proteggersi. Due elementi, questi, che però non hanno impedito prima al Gup del Tribunale di Macerata e poi alla Corte d’appello di Ancona, di condannare l’uomo per violenza sessuale a due anni di reclusione. Contro la doppia condanna di merito l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione ma la quarta sezione penale lo ha dichiarato inammissibile precisando che «anche una donna sessualmente spregiudicata può non gradire rapporti sessuali col suo datore di lavoro e può essere alla fine costretta a subirli per il timore di perdere il suo posto di lavoro».

Anche qui, cosa stiamo insinuando? Che una donna che fa normalmente sesso vuole farlo lo stesso con chiunque? Che le donne che fanno sesso sono puttane ma vanno comunque rispettate?


Il meglio però deve ancora venire:

Giova osservare - conclude il collegio di legittimità - che non vale a escludere il dissenso della donna il fatto che offra un profilattico all’uomo che si accinge a consumare il rapporto sessuale, posto che anche la donna violentata nella sua libertà sessuale può cercare di evitare ulteriori danni o pericoli, connessi per esempio alla possibilità di gravidanze indesiderate o di malattie trasmissibili per via genitale». Insomma ciascuna donna è liberà di andare con chi vuole e se si sente costretta e cerca di evitare il peggio offrendo un profilattico non vuol dire che abbia detto di sì.

Quale sarebbe la libertà sessuale di una donna violentata? Che cosa vuol dire? E' il giornalista ad essere stupido o il giudice a non sapere parlare?

Simpatica anche la conclusione: grazie, grazie tante, per darci il permesso di scelta, anche se, in fondo, siamo delle dannate puttane che ora vanno pure in giro con gli anticoncezionali in tasca.


No, non mi calmo.

Non è possibile che, ogni volta che si sente parlare di stupro, ci siano sempre delle attenuanti. Non è possibile che in tutto l'articolo non viene dato un solo giudizio verso questo pezzo di merda violentatore e frustrato sessuale, mentre viene analizzato il comportamento della ragazza che non ha altra colpa se non quella di essere debole.

Non è possibile che le donne vengano ammazzate e poi si sente il padre, o la madre, o gli amici, dire cose come “mia figlia era una persona retta, non sarebbe mai andata a letto col primo che passa”. QUELLA RAGAZZA E' STATA AMMAZZATA O STUPRATA: sarebbe colpa sua?


E l'uomo?
L'uomo faccia quello che vuole, cosa importa?
La donna apra le gambe, si faccia picchiare, e non osi parlare: in fondo non vale niente, è solo un piccolo oggetto da sfruttare a piacimento di chi porta i pantaloni e se si lamenta, a cinghiate.

Oggi, poi, che siamo sessualmente spregiudicate, lasciamo perdere.

In tutto questo, Gianni Guido, uno dei responsabili del massacro del Circeo, è uscito dal carcere, con un anno in anticipo e i genitori osano dire “lui ormai ha pagato”: pagato per una ragazza massacrata e un'altra traumatizzata a vita? C'è forse una cifra che possa rendere giustizia a queste vite spezzate?

Arrabbiatevi, porco Giuda.


Sappiate che al posto di quel “Giuda”, in questo momento, sto pensando e urlando “dio”.

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programmato da Alicesue alle ore 18:20
domenica, 13 aprile 2008

Girare per i vostri blog in questi giorni è tedioso e inutile.

Salvo poche eccezioni.
Tutti ripetete le stesse, identiche cose, sembra che vi abbiano ammaestrato. Per fortuna questo momento di crisi intellettiva sparià, grazie all'entrata di tutti voi nelle rispettive urne.
Elettorali. Per vostra fortuna.

Ora. La differenza sostanziale tra me e voi è solo una: io non ho cercato di convincervi a non andare a votare. Anzi, a ben vedere, che voi andiate a votare o meno, a me personalmente, non importa. E non mi importa nemmeno CHI votiate. Certo, l'unica cosa che ho chiesto e ribadito è stata quella di non calcolare Giuliano Ferrara. Però ne va anche della vostra dignità umana...

La differenza tra me e voi è che non vi ho detto che siete stupidi PERCHE' andate a votare. Anzi. Chi vota qualcosa perchè ne è convinto, fa benissimo. Ha anche la mia stima. Ogni persona ha un proprio percorso personale ed è giusto che sia così.

Sono altre le cose che reputo idiote e che ho smontato, una per una, in tutti questi tempi. La differenza solo vociata tra Berlusconi e Veltroni.

Il fatto che la sinistra non difenderà la legge 194. Il fatto che votare il meno peggio è una scelta meschina e inutile. E via, con questi bla bla che ora non mi interessano più, tanto la scelta è stata fatta e se avrete votato contro la vostra volontà vi sarete solo auto violentati.

Contenti voi.

C'è chi ha sacrificato le idee per il "voto utile", ignorando che questo concetto se lo sono inventato per farvi andare a votare;
c'è chi è andato a votare perchè "le schede nulle vengono conteggiate a favore di chi vince" quando non ho trovato, su internet, neppure un sito istituzionale che ne parli. Quindi non so neanche se sia una notizia vera.

Anche se voi l'avete ripetuta, da brave scimmiette ammaestrate, tutto questo tempo, avete almeno controllato?



Se sì, vi sarei grata di darmi il link preciso della fonte sicura, perchè io non l'ho trovata.
E non ho sinceramente voglia di leggermi tutta la legge elettorale, abbiate pietà di me.
Grazie.

La differenza tra me e voi, dicevo, è che in tutti i vostri post mi avete insultato ed avete cercato di convincermi che dovevo per forza andare a votare. Non ha importanza il fatto che io non mi senta rappresentata. No, il voto è un diritto dovere, quindi non posso mancare.

Quello che poi è fantastico è che vi ergete a maestrini, senza avere nessuna cognizione di causa.
Siete dei robottini programmati per dire le stesse cose.

Dei pappagalli ammaestrati a replicare le medesime parole. A ripetere gli stessi luoghi comuni, a sentirvi fieri della vostra idiozia.
Ed il peggio di tutto questo è che vi sentite persino acculturati.

Va beh, chi se ne frega.
Le cose importanti sono ben altre. Per esempio questa notizia QUI , che ci dice che, con tutta probabilità, il 5 giugno compieremo l'ennesimo passo indietro, le donne ancora una volta saranno tradite e lasciate sole.

Ma tanto, chi se ne frega. Veltroni le difenderà. Ne sono certa.

Qualcuno ha persino pronunciato un concetto interessante. Non ha semplicemente detto "vota il meno peggio" ma "non può esistere il partito perfetto, però bisogna votare quello che più si avvicina ai nostri ideali".

Perfetto. Sono d'accordo.

Ma avete preso in considerazione che NON esista il partito per me, per esempio?

Così, a tempo perso, vi elenco il programma che voterei. Programma che dovrebbe essere rispettato, non solo ventilato, mi sembra ovvio.
Non ci sono cose impossibili, come "uscire dall'Europa" o "rendere illegali le banche". No, sono solo piccoli accorgimenti che un governo potrebbe attuare.
Non sono in ordine di importanza.
Ve li leggo.

  1. Rendere legale l'utilizzo di olio di colza, utilizzandolo al posto del diesel e facendolo pagare il prezzo che vale. Che non se se avete idea di quanto sia, ma è proprio una bazzecola.
  2. Incentivare il telelavoro. La maggior parte dei vostri mestieri è possibile farla a casa vostra. Evitando stress e soprattutto inquinamento, viaggi inutili, e schiavismo.
  3. Incentivare il part time, non sottopagato, diminuendo considerevolmente le ore di lavoro a stesso pagamento: voi lavorate otto ore in ufficio e cazzeggiate almeno tre. Quelle tre ore però non potete tornare a casa. E' solo una puttanata per schiavizzare la gente.
  4. Fornire gli stessi diritti agli omosessuali. Matrimonio civile e quant'altro.


  5. Togliere tutte le truppe, non solo dalle guerre che ora fanno scalpore. Anche dall'Africa, in cui sono dai tempi di Mussolini
  6. Sciogliere i patti con la Chiesa, che risalgono al 1929. Molto prima della Costituzione Italiana.
  7. Far pagare l'ici alla Chiesa.
  8. Togliere dal monopolio politico le televisioni. I politici non dovranno più metterci le mani.
  9. Risolvere il conflitto di interesse in modo chiaro e definitivo.
  10. Togliere la tassa di successione.
  11. Diminuire i parlarmentari e abbassare il loro compenso. Devono guadagnare quanto un normale impiegato.
  12. Cambiare la legge 194. Fare in modo che l'obiezione di coscienza non sia più un problema, istituendo l'aborto anche in cliniche private. Risolvendo, tra l'altro, anche il problema che ci attanaglierà a giugno. Ovviamente, togliamo anche le suore dai consultori.

  13. Cambiare la legge elettorale, potendo decidere finalmente chi sono i candidati.
  14. Ridurre i tempi politici: un individuo non potrà stare in parlamento un tot di anni. Così eviteremo i casi Mastella, che stanno in parlamento da mezza vita.
  15. Proibire alle aziende di vendere i loro prodotti in Italia se sfruttano paesi del terzo mondo.
  16. Usare la luce solare e incentivare altre fonti di energia alternative, dando finanziamenti al singolo cittadino che desidera aiutare questo progetto.
  17. Costruire case che non hanno bisogno di riscaldamento. Invece di spendere i soldi per la tav o il ponte per la Sicilia.
  18. Togliere la questione quote rosa, rendere la politica accessibile anche alle donne, senza sotterfugi.
  19. Mettere delle regole per l'educazione nelle televisioni: basta clichè femminili, donne nude e cose avvilenti. Quello che siamo deriva da ciò che guardiamo e sentiamo sin dall'infanzia.
  20. Mettere distributori di preservativi nelle scuole, rendere gratuita la contraccezione e via discorrendo.


  21. Mettere illegale - ma sul serio - il razzismo e l'intolleranza. Non si potrà più dire che gli omosessuali sono malati, senza incorrere nella penale. Come dovrebbe essere in ogni paese civile.
  22. Legalizzare prostituzione e droghe.
  23. Togliere i finanziamenti statali ai giornali.
  24. Mettere una legge sui condannati in via definitiva: non potranno più entrare in parlamento.
  25. Aumentare le pene per gli stupri e per la pedofilia, reati minori, in Italia.

Ecco. Ce ne sarebbero altri centinaia. Ma cominciamo da questi.

Ora, voi accontentatevi. Meno tasse per tutti, aumento delle pensioni, i pacs, berlusconi merda, più mostre del cinema a Roma, viva le donne, viva la falce, viva il martello, non ci pensare che vivere bello.

Però, di grazia, come io non rompo i coglioni a voi, cominciate a fare altrettanto.

Dopo tutto questo, che vinca il migliore (o dovrei dire quello che fa meno vomitare?).

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programmato da Alicesue alle ore 20:16
domenica, 30 marzo 2008

Sono d'accordo con Giuliano Ferrara.

Ok. vedo che ho attirato la vostra attenzione. Ora vi spiego meglio, se avrete la pazienza di leggere fino in fondo. Il fatto è che quello lì, quel grosso personaggio falso e ipocrita, non pronuncia solo pensieri non condivisibili. Tutt'altro. Centra il problema, pesantemente, riporta alla luce tematiche che in questi anni non si sono volute affrontare: il fatto che l'aborto molto spesso è un male, un qualcosa che si compie per volere altrui o perchè non si ha altra possibilità. Lo Stato italiano se ne frega se la donna è stata abbandonata dal compagno e non può avere figli, se ne frega quando viene licenziata perchè incinta, se ne frega della questione economica. Ferrara, quando dice che vuole dare il diritto alle donne di non abortire, proprio di questo parla. E come non essere d'accordo? E' vile costringere la donna a compiere un atto che per molte è disperato solo per i soldi. Ferrara parla di responsabilità maschile. Del fatto che l'aborto viene affrontato solo dalla donna ma che dietro a tutto questo c'è un uomo. Un uomo irresponsabile, maschilista, meschino.

Sono questi pensieri, che sarebbero dovuti uscire dalla bocca della Livia Turco – per dirne una – che rendono questo "sporco ipocrita" pericoloso. Lo definisco sporco ipocrita perchè in realtà, dietro alla sua battaglia, NON c'è il benessere delle donne.

Se davvero Ferrara auspicasse a un mondo migliore, non utilizzerebbe un frasario da squadrista che tanto piace alle persone di poca cultura e sensibilizzazione. Non parlerebbe di feticidio, di donne assassine, di aborto sbagliato sempre e comunque. Perchè l'aborto non è sbagliato sempre e comunque.

Non si prende minimamente in considerazione la donna che, pur di poterselo permettere, pur avendo un compagno stabile, decide di abortire perchè semplicemente un figlio non lo vuole. Non è detto che non lo voglia mai, non lo vuole IN QUEL MOMENTO. Ed ecco l'aborto.

Il vecchio slogan che oggi viene tanto deriso, "l'utero è mio e lo gestico io", voleva rappresentare anche questo. Dico anche perchè è stato un passo enorme, per la donna: riaffermare non solo il proprio corpo ma soprattutto la propria sessualità. Per molti la donna è solo un involucro che deve per forza accogliere e crescere una vita, anche contro la sua volontà.

Ma questo è un discorso meramente religioso, cattolico, che non può essere preso in considerazione per legiferare. Il concetto di vita è un concetto che non ha alcuna importanza: l'etica e la morale non esistono, o sono soggettive, ma sicuramente non possono essere basi per decretare leggi e comportamenti. Mi spiego meglio. Il concetto di vita è talmente assurdo che, se non si accettasse l'aborto come ultima risorsa per negare la gravidanza, bisognerebbe legiferare assolutamente contro i contraccettivi, contro la masturbazione maschile. Questo perchè non possiamo essere arroganti e decreatre che la vita nasce dentro a una donna. No, la vita è dentro all'uomo, vita che viene passata alla donna che ha i mezzi per farla crescere. Ergo, se cominciamo a parlare di concetti tipo “vita” non esiste altra strada possibiile: negare tutto, ridurre il sesso di nuovo al terrore, alla sottomissione, ma sia maschile e femminile. Ha ragione il papa: solo una vita di castità salverebbe la vita.

Non credo che nessuno di voi voglia questo. Quindi, per legiferare su una cosa tanto difficile come l'aborto, bisogna guardare altro. I numeri, la realtà, cosa accade.

Ho appena finito di leggere uno splendido libro di Ritanna Armeni, “La colpa delle donne”. Viene sviscerata, con parole chiare e semplici e più possibile obiettive, la condizione delle donne prima della 194 e dopo la 194. Questo libro, ne sono convinta, dovrebbe essere regalato nelle scuole, perchè potrebbe rappresentare una buona educazione di base. Non si può parlare dell'aborto senza cognizione di causa. Non ci si può definire abortisti o non abortisti solo in base a qualche slogan vacuo. Ci si definisce pro scelta, semmai, una volta considerate tutte le ipotesi. Considerati tutti i dati. Perchè è un dato incontrovertibile che prima del 1978, prima della 194, gli aborti erano molti, molti di più. E morivano anche tante donne, a causa delle mammane e molti medici guadagnavano soldi – e tanti – per praticare un aborto. La 194 nasce per affermare la personalità, la determinazione delle donne ma soprattutto per combattere una piaga come quella degli aborti clandestini.

Oggi Giuliano Ferrara si scaglia contro gli aborti clandestini. Che ci sono ancora, soprattutto al sud d'Italia. Meriterebbe un applauso? No.

Il perchè è molto semplice. Le persone da colpevolizzare non sono di certo le donne che ricorrono all'aborto clandestino o i medici che li rendono possibile. No, la domanda da porsi è una e soltanto una: perchè ci sono ancora gli aborti clandestini, nonostante la legge 194 che dà il diritto a una donna di abortire in un ospedale? Perchè, nonostante sia legale, in realtà non c'è possibilità di abortire in molte regioni itailane. Molti ospedali sono di proprietà cattolica, quindi non si interrompe la gravidanza, nel resto degli ospedali, invece, tutti i medici o quasi sono obiettori. E non esagero. Ecco qualche dato. In italia i ginecologi obiettori sono il 70 per cento e in alcuni regioni raggiunge l'80 per cento (nel Lazio e nel Veneto) e in Calabria è del 90 per cento. Sono obiettori il 47 per cento degli anestesisti (spesso le donne decidono di abortire senza anestesia proprio perchè non c'è altra possibilità, se non quella di aspettare, riducendo i tempi per usufruire del proprio diritto ai minimi termini) e il 38 per cento del personale medico. Questo si concretizza in situazioni limite: a Roma, per esempio, nell'ospedale Sandro Pertini solo due ginecologi su ventitrè praticano aborti. A Napoli, al Policlinico, ce ne sono solo cinque su quarantacinque. E non rappresentano delle eccezioni incredibili bensì la regola.

 Come mai tutti questi obiettori? Sono tutti medici cattolici? Assolutamente no. Ci sono anche loro, ovvio, ma non rappresentano la regola. Molto obiettano per opportunismo e per fare carriera. Nell'ambiente medico, infatti, praticare aborto è visto come il male – anche se c'è una legge – e non diventa primario chi è abortista. Chi pratica aborti, inoltre, ha il triplo, il quadruplo del lavoro da fare, proprio a causa del numero esiguo di personale addetto. Inoltre, i medici di nuova generazione, quelli che si stanno laureando ora, sono praticamente tutti obiettori. La maggior parte di loro vedono di buon occhio l'eugenetica ma malissimo il fatto che la donna possa decidere per se stessa, con la frase “poteva stare attenta”.

Frase stupida e poco informata: le donne in Italia stanno molto più attente oggi che ieri, siamo passati da più di trecentomila aborti l'anno a centomila l'anno e grazie alla legalizzazione. Grazie all'informazione data ai consultori.

Se a Giuliano Ferrara e ai suoi adepti interessasse davvero la donna, si preoccuperebbero di portare informazione nelle scuole, nella tv. Lo stato dovrebbe preoccuparsi di quelle donne assoggettate dal loro compagno che non rappresentano affatto un'eccezione. Infatti, a parte gli aborti terapeutici – una tragedia, questa sì – e quelli causati dalla fallibilità dei contraccettivi, gli aborti delle donne ITALIANE sono dovute, tutte, dall'irresponsabilità dei compagni/mariti. Uomini che non vogliono usare il preservativo perchè poco virile, uomini che obbligano ad abortire, uomini che se ne fregano, uomini che pensano che la fecondità sia una cosa della donna e basta, uomini che credono di non avere alcuna responsabilità. Non sono pochi i casi di donne costrette a nascondere la gravidanza fino ai quattro mesi, quando il marito ormai non può più costringerle ad abortire.

QUESTI sono i problemi. Il problema non è la donna che abortisce, semmai è tutto questo sistema abietto delle cose che Ferrara non calcola. Quello di cui parla lui avviene in Cina (il controllo delle nascite). Una donna non usa l'aborto come contraccettivo, anzi, per prima cosa perchè fa male, in secondo luogo perchè per molte di loro è una tragedia. Chi lo usa come contraccettivo è proprio quell'uomo che, a casa, non vuole assolutamente condividere il sesso con un'altra persona. Tra l'altro non dovrebbe stupire: la violenza casalinga, in Italia, è a tassi altissimi, è una delle piaghe di cui nessuno parla ma a cui tutte le donne sono state soggette almeno una volta nella vita – salvo fortunate eccezioni – e il discorso del sesso è strettamente correlato. Ma è più facile dire donne assassine, piuttosto che educare finalmente le persone.

Agli stolti che pensano che le donne debbano ribellarsi invito a mettersi nei panni di una donna che, purtroppo, non ha avuto che esperienze negative con l'altro sesso. Non si immagina che esista un altro modello di uomo, anche, in netta minoranza con questa becera manica di meschini. Non lo sa.

Anche questa è stata una lotta perpetrata negli anni settanta, che oggi si è persa di vista.

Parlare di aborto in questi termini, nei termini dell'ignorante, con parole come feticidio in bocca, è pericoloso. Negare i dati prima della 194, dati oggettivi e, tra l'altro, in netto difetto perchè le donne non venivano registrate negli ospedali come avviene oggi, è stupido e vile. Parlare di Vita senza pensare alle esistenze delle donne è parziale e inutile.

Che poi c'è un problema ulteriore, che sta in fondo, che nessuno calcola. La donna è ancora destinata a essere madre, pur con i suoi tempi. Nessuno pensa che una donna possa semplicemente non volere figli, perchè non li vuole. Nessuno pensa che esistono donne che non hanno intenzione di entrare in una gravidanza, di vedere il proprio corpo deformarsi, stare male per nove mesi. Questa ipotesi è quasi scartata, come se non ci fossero donne che non hanno l'istintomaterno. Come se l'istinto materno fosse un'attitudine. Vi invito a riflettere molto su questo punto, perchè se si dà per scontato che la donna è madre, il passo è breve a pronunciare terribili dichiarazioni, come “la donna ha l'attitudine alla cucina e al cucito”.

Le donne per prime dovrebbero rivendicare il diritto di essere solo donne, singole, determinate. La maggior parte delle donne che spesso fanno figli è solo per compensare un'infelicità, per aggiustare un rapporto, per riscattarsi. Questo non è istinto materno, questa è debolezza. Vi invito a riflettere seriamente sulle motivazioni per cui si fanno figli, non solo su quelle per cui si abortisce. Sono due facce della stessa medaglia.

Dunque, non resta che una soluzione: studiate, studiate, studiate. Ferrara dice delle cazzate talmente abnormi che possono essere combattute con poco, con nulla, con qualche informazione. Non limitatevi a dire slogan come "La 194 non si tocca", perchè risultereste idealisti e vuoti, come quelli che dicono "Donne assassine".

Giuliano Ferrara e la sua cricca stanno cercando di fare una sola cosa: ridurre l'aborto a un'operazione da compiere solo quando c'è grave pericolo per la donna. Quindi, basta condizioni economiche, basta autodeterminazione. Come prima della 194. Come nel codice Rocco. Andate a leggere: la legge italiana era questo che prevedeva, prima.

La legge 194 va toccata eccome. Ci sono un sacco di cose da cambiare. Per esempio il fatto che dentro agli ospedali STATALI si possa essere obiettori. Questo a causa del fatto che gli aborti si possa fare solo negli ospedali statali e non in quelli privati. Questa è una clausula che va modificata. Come vanno moltiplicati i consultori, tolte le suore da dentro di essi però moltiplicando l'informazione per evitare aborti recidivi. C'è da aiutare economicamente le madri che non vorrebbero abortire, dando loro la scelta di non farlo. E non solo alla nascita,ma fino alla maggiore età del bambino. E non dite che è impossibile: stiamo parlando di uno stato che trova trecento milioni di euro per dare la pensione ad un governo morto o uno stato che spende 45 milioni di euro per un sito internet. I soldi li trovano per cose inutili, possono trovarli anche per le cose utili.

Finito il sermone.

Se non avete letto fin qui, nonostante la lungaggine, il punto è uno solo: non potete parlare di aborto. Perchè non sapete, perchè vivete di luoghi comuni, perchè in realtà non vi interessa. Dovreste leggere dei libri sull'argomento ma se non riuscite a finire un post... Vi invito a tornare a parlare di Totti e di Maria De Filippi, di Ma qui era tutta campagna e di Manzinga Zeta.

Ma lasciate ai grandi le cose da grandi.

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programmato da Alicesue alle ore 15:29
martedì, 19 febbraio 2008

Sono schifata da quello che leggo in giro.


Ne ho parlato talmente, in questi giorni, che ormai mi viene il voltastomaco a pensare di ricominciare.

Falsi moderati, persone politicamente corrette (salvo obbligare, con giri di parole, le donne ad avere figli quando non ne vogliono).

Molti mi hanno – detto in modo molto prosaico – rotto i coglioni per il fatto che voglio avere il diritto di abortire, se mi pare. E non abortire solo per motivi economici: ma per il semplice fatto che non voglio avere figli.

Tutti scandalizzati: Oh ma la vita! La vita è sacra!
La vita è sacra? Ma che vuol dire? Di che stai parlando?

E' sacra e mangi maiale. Ah, un maiale vale meno di un embrione, vero.

E' sacra ma ti fai di pippe tutto il giorno. Ah, ma uno spermatozoo non è un embrione, vero.

Sono sinceramente stanca di questi uomini che si arrogano il diritto di scegliere. Se non vuoi figli, usa il preservativo, dicono.

Ma che bravi. Un applauso!


Punto primo: intanto facciamo un po' di sana educazione sessuale, a scuola e in tv. Un mese fa vi siete tutti scandalizzati perchè hanno detto, in televisione, PRESERVATIVO!
ODDIO! E se le nostre bambine sentissero questa parola????

Bene, cercate loro di spiegare che il preservativo non è un insulto, una parolaccia, una cosa sporca. Dite loro che il sesso è una cosa piacevole, che devono divertirsi a fare sesso, che quella cosa che hanno tra le gambe si chiama vagina ed è una cosa importante e saliente!

Cosa c'entra? C'entra eccome! Vorrei ricordare a tutti questi uomini sapienti che la donna, spesso e volentieri, rimane incinta perchè obbligata ad avere rapporti sessuali non protetti oppure per ignoranza. Colmando queste lacune – con una sana educazione e liberalizzazione del sesso dal peccato – anche gli aborti diminuirebbero.

Io vorrei una legge chiara, dove le donne possono andare là ad abortire perchè non voglio figli, se lo desiderano. Perchè non è obbligatorio avere figli, ma non solo. Il corpo è mio, quella cosa che cresce è nella mia pancia.

Solo una donna SA che cosa vuol dire vedersi cambiare fisicamente per un estraneo e quell'estraneo potrebbe essere amato ma anche odiato. L'istinto materno non esiste, è solo un concetto nostro, un concetto dato dalla socialità con altri uomini.


Le donne soffrono per l'aborto. Vero, verissimo. La maggior parte dei casi, però, soffre a causa di psicologie esterne, da forzature dei suoi pensieri dati dai genitori, dall'opinione pubbllica, da tutto quello che ha intorno a sè.

Non ne posso più di sentire uomini, che NON CONOSCONO NIENTE della situazione o la conoscono in modo tanto frammentario da rendersi RIDICOLI, che vengono a darmi lezioni sul mio stato di donna. Uomini che si sentono in diritto/dovere di dire frasi come: Ah, ma usi il frasario della femminista, non siamo nel 68, l'utero è mio e lo gestico io è una frase schifosa...

Sminuiendo quindi non solo un concetto importantissimo, quello della femminilità rivendicata (perchè lo sapete, maschietti chiari, che rivendicare una cosa del genere, dire la parola utero ed utilizzarlo come slogan, è stato un passo avanti radicale, schiacciante, rivoluzionario? Lo sapete che non ha un connotato negativo ed egoista, come invece in modo falsato pensate? Insomma: vi siete mai chiesti che cosa significhi? E se sì, quali sono le vostre conclusioni? Lo sapete che prima di allora esistevano donne che non sapevano di avere il clitoride? Lo sapete che la maggior parte delle donne, prima non si masturbava? Lo sapete che alle poche donne che si mastrurbavano, fino agli anni '50, veniva estratto il clitoride, in molte parti del mondo, tra cui gli stati uniti?  Lo sapete che la maggior parte delle donne, oggi non si si masturba ancora e non sa del clitoride?? Nel 2008?? No, che non lo sapete), ma sminuite le richieste, come se essere femministe fosse quasi un insulto (Come “comunista” per berlusconi, per capirci).

Sono schifata da queste persone che, come rivendico il diritto di non partorire, mi dicono “Eh, ma è perchè tu ti vedi come macchinette sforna figli”.


Ma come vi permettete? Cosa ne sapete, delle donne?
Cosa ne sapete se l'unico contatto che avete, nella maggior parte delle volte, è quello sessuale, rapporto che non soddisfate, che non comprendete, che è privo di delicatezza.

Badate, parlo di CERTI uomini, non di tutti e ci mancherebbe altro. Non sono sessista al contrario, è un concetto che odio con tutto il mio cuore.

Non ne posso più di sentire queste cose.
Donne: masturbatevi, toccatevi, esploratevi, cominciate a prendere coscienza di voi stesse. Imparate il sesso, non lasciate che la maggior parte degli uomini burberi ve lo impongano.

Provate il concetto di orgasmo, che ormai è sempre più raro.


Non fingete più gli amplessi, mentre fate sesso con un uomo che non riesce a soddisfarvi. Già solo con questa azione rivoluzionaria cambierebbero molte cose, ne siete coscienti?

Il problema aborto è strettamente legato all'educazione sessuale, alla coscienza del proprio corpo. Se più donne conoscessero i loro limiti illimitati non sarebbero solo strumenti di sesso, ma sarebbero IL sesso.

Mi fa vomitare l'idea che siano uomini, che non conoscono NIENTE di questa situazione, che non hanno vissuto su di sè l'uccisione del piacere come peccato (non esistono casi di esportazione del pene per masturbazione... e lo sapete, forse che la clitoride equivale al pene e anche oltre?)  a doverci insegnare chi siamo. Le donne, che  scoprono ancora troppo spesso per caso, non devono vedere il sesso come una costrizione, non vedere l'uomo come carnefice.

questa

Voi, uomini, non sapete niente.

I casi delle donne che vivono così il sesso sono tanti, la maggior parte, e rappresentano il problema principale.

Cominciamo a parlare di prevenzione alla tv assiduamente. Cominciamo a REGALARE preservativi, a darli anche alle nostre figlie da tenere nel protafoglio “nel caso ti capitasse”.

Lo ribadisco: la maggior parte degli aborti capita a quelle ragazze che rimangono incinte per sbaglio, perchè non sapevano, perchè non usano contraccettivi.

E i contraccettivi spesso non si usano perchè l'uomo col preservativo non sente niente e non li vuole.

Insegnamo alle nostre figlie, invece, che il preservativo è per loro, che è una cosa importante, che è normale, che non c'è niente da vergognarsi. Che lo devono pretendere, per la loro sicurezza.


Non ho mai detto che abortire è come togliere le tonsille.
Ho detto che sarebbe come togliere le tonsille per ME, Alice Suella.

Non ho detto che abortire è una scelta semplice.
Ho detto che così è per ME.

Ogni donna è diversa. Ha un diverso ciclo mestruale, un diverso orgasmo, una diversa sensibilità, una diversa maternirà. Figurati se mi metto a parlare a nome di tutte le donne.
Anche l'aborto - sperando che non debba capitare mai a nessuna di noi - sarebbe differente.

Ognuna deve sentirsi libera di essere quello che è. Senza costrizioni.
Libera di scegliere.
Altro che vita e cazzate varie.

Si, io non sono contro la vita. Io sono PER la vita.
E proprio per questo voglio che le donne, vive e libere, scelgano.


Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare, così solita e banale come tante,
che non merita nemmeno due colonne su un giornale o una musica o parole un po' rimate,
che non merita nemmeno l' attenzione della gente, quante cose più importanti hanno da fare,
se tu te la sei voluta, a loro non importa niente,
te l' avevan detto che finivi male...


Ma se tuo padre sapesse qual' è stata la tua colpa rimarrebbe sopraffatto dal dolore,
uno che poteva dire "guardo tutti a testa alta", immaginasse appena il disonore,
lui che quando tu sei nata mise via quella bottiglia per aprirla il giorno del tuo matrimonio,
ti sognava laureata, era fiero di sua figlia,
se solo immaginasse la vergogna,
se solo immaginasse la vergogna,
se solo immaginasse la vergogna...

E pensare a quel che ha fatto per la tua educazione, buone scuole e poca e giusta compagnia,
allevata nei valori di famiglia e religione, di ubbidienza, castità e di cortesia,
dimmi allora quel che hai fatto chi te l' ha mai messo in testa o dimmi dove e quando l'hai imparato
che non hai mai visto in casa una cosa men che onesta
e di certe cose non si è mai parlato
e di certe cose non si è mai parlato
e di certe cose non si è mai parlato...

E tua madre, che da madre qualche cosa l' ha intuita e sa leggere da madre ogni tuo sguardo:
devi chiederle perdono, dire che ti sei pentita, che hai capito, che disprezzi quel tuo sbaglio.
Però come farai a dirle che nessuno ti ha costretta o dirle che provavi anche piacere,
questo non potrà capirlo, perchè lei, da donna onesta,
l' ha fatto quasi sempre per dovere,

l' ha fatto quasi sempre per dovere,
l' ha fatto quasi sempre per dovere...

E di lui non dire male, sei anche stata fortunata: in questi casi, sai, lo fanno in molti.
Sì, lo so, quando lo hai detto, come si usa, ti ha lasciata, ma ti ha trovato l' indirizzo e i soldi,
poi ha ragione, non potevi dimostrare che era suo e poi non sei neanche minorenne
ed allora questo sbaglio è stato proprio tutto tuo:
noi non siamo perseguibili per legge,

noi non siamo perseguibili per legge,
noi non siamo perseguibili per legge...

E così ti sei trovata come a un tavolo di marmo desiderando quasi di morire,
presa come un animale macellato stavi urlando, ma quasi l' urlo non sapeva uscire
e così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi davvero sola fra le mani altrui,
che pensavi nel sentire nella carne tua quei morsi
di tuo padre, di tua madre e anche di lui,

di tuo padre, di tua madre e anche di lui,
di tuo padre, di tua madre e anche di lui?

Ma che piccola storia ignobile sei venuta a raccontarmi, non vedo proprio cosa posso fare.
Dirti qualche frase usata per provare a consolarti o dirti: "è fatta ormai, non ci pensare".
E' una cosa che non serve a una canzone di successo, non vale due colonne su un giornale,
se tu te la sei voluta cosa vuoi mai farci adesso
e i politici han ben altro a cui pensare

e i politici han ben altro a cui pensare
e i politici han ben altro a cui pensare...
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programmato da Alicesue alle ore 18:41
sabato, 16 febbraio 2008

Alice_and_Adolf_Hitler

L'iniziativa sta procedendo bene. Qualcuno di voi sta pensando ad un bannerino da inserire al posto di quello di Ferrara, per coloro che non vogliono sporcare i loro blog con la sua losca figura.

Continuate a scrivere, bombardate il web.

Da domani questo blog torna alle scemenze. Almeno per un po'. Perchè sono stanca e spossata.
Scusate ma non sono un robot.

Complimenti a tutti quanti, continuate così.
E speriamo di raggiungere qualche risultato.

Volevo solo aggiungere una frase di Bertoli, della canzone "Certi momenti".
Che io di musica non parlo mai però la sto ascoltando ora e l'emozione si ferma a stento.

Anzi, va, ve la scrivo tutta.
E a me fa senso il fatto che, nello stesso mondo e nello stesso periodo, esistano personaggi come Bertoli e come Giuliano Ferrara, contemporaneamente...

Anna che hai scavalcato le montagne
e hai preso a pugni le tue tradizioni
lo so che non è facile il tuo giorno
ma il tuo pensiero è fatto di ragioni
i padri han biasimato la tua azione
la chiesa ti ha bollato d'eresia
il cambiamento impone la reazione
e adesso sei il nemico e così sia

Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi
e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica
non credo al perdono

Adesso quando i medici di turno
rifiuteranno di esserti d'aiuto
perché venne un polacco ad insegnargli
che è più cristiano imporsi col rifiuto
pretenderanno che tu torni indietro
e ti costringeranno a partorire
per poi chiamarlo figlio della colpa
e tu una Maddalena da pentire

Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi
e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica
non credo al perdono

Volevo dedicarti quattro righe
per quanto può valere una canzone
credo che tu abbia fatto qualche cosa
anche se questa è solo un'opinione
che lascerà il tuo segno nella vita
e i poveri bigotti reazionari
dovranno fare senza peccatrici
saranno senza scopi umanitari


Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi
e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica
non credo al perdono

Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi
e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica
non credo al perdono

 

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programmato da Alicesue alle ore 15:21
giovedì, 14 febbraio 2008

Sono proprio incazzata e dovreste esserlo anche voi.

Bear screaming at the camera

E' che leggo notizie devastanti, mi sento violentata in quanto donna e in quanto essere umano sensibile, vorrei poter far qualcosa.

Tra l'altro, ho ripreso fiducia. Abbiamo vinto una battaglia, quella di Paganesimo, che credevo fosse persa in partenza. Credevo non ci fosse possibilità di replica. Forse forse, mi sbagliavo.

Io sono qui a proporvi una cosa. Una cosa che dovrebbe interessare a tutti, indistintamente.
Credo che abbiate sentito di quello che è capitato a Napoli. Del blitz in un ospedale, avvenuto dopo una chiamata anonima di qualche coglione che ha denunciato un "feticidio" (ma che è? Un nuovo insetticida?) oltre i tempi consentiti dalla legge.
Se non avete sentito la notizia, leggetela da FINAZIO, che l'ha spiegata ben bene.

Poi forse avrete sentito di quel medico pezzo di merda che ha violentato sette ragazze sette mentre erano sotto anestesia, le ha fotografate in posizioni oscene e, quando è stato messo in galera, c'è rimasto solo tre giorni. Potete leggere la notizia QUI

Ecco, io sono proprio incazzata e dovreste esserlo anche voi.

In tv c'è una sorta di disinformazione crescente su quello che è maschilismo ma, soprattutto, aborto.
La legge 194 verrà cambiata, signori miei.
Il Partito Democratico (che di democratico non ha un cazzo) ha già appeso per Roma e per l'italia tutta dei manifesti in cui millanta il miglioramento di una legge che va bene così com'è.
La destra, guidata da Capitan Ferrara, ucciderà un diritto appena acquisito.

Diritto che riguarda solo ed esclusivamente le donne, che piaccia o meno.

Io non voglio fare la solita, ennesima filippica sul diritto di essere un individuo di genere femminile ed essere considerato pari a quello maschile.
Non mi va più e lo trovo mortalmente noioso.

Non è mia intenzione nemmeno convincervi che l'aborto è giusto. Chi è contro l'aborto rimanga contro, non è questo il problema.
Il problema, semmai, è ledere la libertà di scelta.
L'importante è avere totale possesso delle proprie azioni: chi vuole abortire deve poterlo fare, chi non vuole deve poter scegliere di NON abortire.

Certo, il mio pensiero va oltre, molto oltre, forse non sarà condivisibile anche per molti abortisti, ma non siamo qui per parlare di me.

Siamo qui per ribellarci.

Abbiamo visto che i giornali e i politici stanno attenti ai blog. Io ce lo vedo, il Mastella, a girare e a leggere le nostre opinioni, incazzandosi.
Finchè è un blog, a parlare, non accade nulla.
Ma se ci muovessimo in massa sono sicura che qualcosa verrebbe fuori. Qualche giornale potrebbe parlarne.

Ecco la mia proposta: dedicate un post all'aborto, alla libertà della SCELTA, al diritto inviolabile del libero arbitrio.
Parlatene in modo personale, in modo oggettivo, in modo umoristico, ma parlatene.
Sono convinta che basterebbero una cinquantina di blogger, uniti tra di loro ma indipendenti nelle loro motivazioni assolutamente personali.
Passate la palla a tutti i vostri amici di blog, fate in modo che questa cosa si espanda in modo inimmaginabile.

Io posso solo proporre questo, voi dovete agire.

Visto che le manifestazioni in piazza non vengono pubblicizzate (basta pensare al No vat), visto che i politici sono tutti cattolici e religiosi, non resta che agire su internet.

Proviamoci, almeno.

Non voglio arrivare all'abolizione di un diritto senza aver tentato. Ma tentato sul serio.
Chi è d'accordo con me, commenti qui oppure cominci con un post.
Vi seguo a ruota, domani.

Ho anche un bannerino da inserire nel post e nei blog in genere.
Che ne pensate?

Ferrara dice cose estreme, io lo combatterei con la stessa moneta... Ma lascio decidere alla maggioranza.

E' importante esserci. Non c'è un cazzo da fare.

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programmato da Alicesue alle ore 13:43
martedì, 12 febbraio 2008

Splinder, irritato dai nostri post a catena, ha risposto alle nostre denunce.

Paganesimo, dice, non è stato chiuso affatto per motivi religiosi.
Ma siccome il post a me ha fatto girare le palle più di prima, risponderò ad alcuni punti.
Chi è d'accordo con me, mi segua, proprio come ha fatto ieri sera.
Perchè Paganesimo è accusato di aver messo foto oscene. Singolare come le foto siano oscene solo quando mostrano culi con emorroidi e non, per esempio, donne nude.
Le donne nude, infatti, fioriscono in ogni blog: ma sono un fatto culturale, a quanto pare, e non oscenità.
Ancora una volta un segno di quanto il maschilismo sia radicato.

Ma partiamo con quello che scrivono i signori di Splinder.

Allora,
visto che molti di voi hanno tirato in ballo temi importanti come la libertà d'espressione, la censura e la religione, interveniamo per chiarire il caso "Paganesimo".

Era anche ora: non era il caso, magari, di dare spiegazioni PRIMA di censurare?

Ci chiediamo, prima di tutto, come si sia diffusa la voce che la sospensione di "Paganesimo" sia dovuta all'immagine riportata nei vostri post. Non ci risulta di aver fatto alcuna dichiarazione sui motivi, prima d'ora, nè di aver ancora risposto privatamente a chi ci ha chiesto se è vero, quindi ci piacerebbe che ci fosse - par condicio! - una rettifica :) 

Ribadisco che chi chiude la bocca a chiunque senza avvisare, ergendosi a dittatore assoluto non meriterebbe la "par condicio", visto che è un elemento appartenente alla democrazia.

 La causa della sospensione sta tutta nel post precedente, che contiene una foto oscena oggetto di numerose segnalazioni alla nostra Redazione.
Questa foto viola il nostro regolamento, enunciato chiaramente nelle
condizioni di utilizzo che - ci auguriamo - tutti voi avete letto e accettato al momento dell'iscrizione al servizio.

Ci preme ricordarvi che fare i gestori non significa fare i moderatori, tantomeno i controllori di quanto gli utenti postano, e nessuno di noi ha l'inclinazione ad ergersi a pubblica accusa o giudice nelle vostre controversie. Siamo però tenuti a intervenire laddove ci giungono delle segnalazioni di violazione del nostro regolamento e - cosa ben più delicata - della legge italiana. 

E questo è ancor più interessante. Innanzittto perchè i gestori di Paganesimo dicono che, nei giorni precedenti, si erano visti oscurare diverse foto. Inoltre la foto del culo con le emorroidi è durata parecchio: almeno tre giorni. Come mai la censura è partita invece pochissime ore dopo la foto di Gesù? E' una semplice coincidenza? Loro dicono di sì: per agire non ci vogliono cinque minuti. Cosa che, per par condicio, scrivo, io.
Comunque sia, non pensando male e togliendo il fatto religioso, vien fuori che Splinder si schiera di fianco ai censori perbenisti e maschilisti. Quasi quasi è un fatto più grave della censura religiosa.
Perchè foto come questa - molto poco rispettosa per il genere femminile ed ostentate in innumerevoli blog (in modo anche peggiore, in fondo questa è vestita) - non rappresentano una vergogna, un atto osceno in luogo pubblico?
Un culo non è sempre un culo?


Anche perchè i signori avrebbero potuto, prima di oscurare, al massimo, la foto, parlare con i ragazzi di Paganesimo. Spiegargli la situazione.

E come mai rimangono in vita blog maschilisti che inneggiano alla violenza contro le donne, tra cui uno  che IO STESSA ho segnalato in redazione e che continua a vivere indisturbato?
Il loro post lo potete trovare al link segnalato. Sinceramente, come risposta non mi aggrada.

Dal mio umile punto di vista mi appare come una censura di comodo.
Cosa che non mi è assolutamente gradita.

 Di seguito, ecco la mail scritta da Paganesimo alla Redazione di Splinder.
Buona lettura

Gentile redazione di Splinder.com,
vi invio questa email come uno dei vostri più assidui utenti: paganesimo. Vi invio questa email per chiedervi di darmi spiegazioni per il mio ban. Vi invio questa email in modo molto pacato e rilassato possibile, perchè credo che non portererebbe a nulla toni diversi.
Voglio solo domandarvi: Perchè?
Il mio blog, anzi il nostro blog, dato che era gestitio da più di una persona, aveva un buon numero di visitatori, e nessuno si era mai lamentato. O almeno, nessuno in modo eccessivo. Come potreste facilmente vedere dai vostri server, ogni volta che qualcuno invia messaggi privati con toni vagamente irritati, cercavo di ragionarci. www.paganesimo.splinder.com aveva un buon share in google, ma non è questo quello che mi interessa: Io ero, sono, affezionato a quel blog. Sembrerà stupido, ma è così: faceva parte della nostra giornata, andare a vedere se qualcuno di noi aveva scritto qualcosa, o anche andare nei blog degli amici a leggere i suoi scazzi. E non sono l'unico a pensarla così, molte altre persone erano affezzionate al vigliacco, putrito, irriverente, paganesimo. Sì, perchè nonostante tutto paganesimo.splinder.com aveva un cuore.
Lo dimostra l'azione di moltissimi blog che per solidarietà stanno pubblicando post denunciando la nostra chiusura. Questo mi ha commosso, e prima di vedere quanto si stava facendo per noi, quasi fosse un funerale di un soldato caduto gloriosamente in battaglia, non avevo intenzione di scrivervi per la seconda volta. Dunque vi chiedo, se fosse possibile:
Riaprite www.paganesimo.splinder.com.
Se questo non fosse possibile per motivi tecnici, vi chiedo almeno di poter fornirci tutti i post, tutte le immagini, i link, insomma tutto il materiale contenuto all'interno del blog: noi lo ricostruiremo da zero, sempre su splinder: Perchè non credo che paganesimo sia stato bannato così, senza preavviso. Sarebbe stato troppo vigliacco. Sono sicuro che che si sia stato un errore. O almeno, mi piace pensarla così...
Un vostro affezionatissimo utente,
Paganesimo
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