
Girare per i vostri blog in questi giorni è tedioso e inutile.

Salvo poche eccezioni.
Tutti ripetete le stesse, identiche cose, sembra che vi abbiano ammaestrato. Per fortuna questo momento di crisi intellettiva sparià, grazie all'entrata di tutti voi nelle rispettive urne.
Elettorali. Per vostra fortuna.
Ora. La differenza sostanziale tra me e voi è solo una: io non ho cercato di convincervi a non andare a votare. Anzi, a ben vedere, che voi andiate a votare o meno, a me personalmente, non importa. E non mi importa nemmeno CHI votiate. Certo, l'unica cosa che ho chiesto e ribadito è stata quella di non calcolare Giuliano Ferrara. Però ne va anche della vostra dignità umana...
La differenza tra me e voi è che non vi ho detto che siete stupidi PERCHE' andate a votare. Anzi. Chi vota qualcosa perchè ne è convinto, fa benissimo. Ha anche la mia stima. Ogni persona ha un proprio percorso personale ed è giusto che sia così.
Sono altre le cose che reputo idiote e che ho smontato, una per una, in tutti questi tempi. La differenza solo vociata tra Berlusconi e Veltroni.

Il fatto che la sinistra non difenderà la legge 194. Il fatto che votare il meno peggio è una scelta meschina e inutile. E via, con questi bla bla che ora non mi interessano più, tanto la scelta è stata fatta e se avrete votato contro la vostra volontà vi sarete solo auto violentati.
Contenti voi.
C'è chi ha sacrificato le idee per il "voto utile", ignorando che questo concetto se lo sono inventato per farvi andare a votare;
c'è chi è andato a votare perchè "le schede nulle vengono conteggiate a favore di chi vince" quando non ho trovato, su internet, neppure un sito istituzionale che ne parli. Quindi non so neanche se sia una notizia vera.
Anche se voi l'avete ripetuta, da brave scimmiette ammaestrate, tutto questo tempo, avete almeno controllato?

Se sì, vi sarei grata di darmi il link preciso della fonte sicura, perchè io non l'ho trovata.
E non ho sinceramente voglia di leggermi tutta la legge elettorale, abbiate pietà di me.
Grazie.
La differenza tra me e voi, dicevo, è che in tutti i vostri post mi avete insultato ed avete cercato di convincermi che dovevo per forza andare a votare. Non ha importanza il fatto che io non mi senta rappresentata. No, il voto è un diritto dovere, quindi non posso mancare.
Quello che poi è fantastico è che vi ergete a maestrini, senza avere nessuna cognizione di causa.
Siete dei robottini programmati per dire le stesse cose.

Dei pappagalli ammaestrati a replicare le medesime parole. A ripetere gli stessi luoghi comuni, a sentirvi fieri della vostra idiozia.
Ed il peggio di tutto questo è che vi sentite persino acculturati.
Va beh, chi se ne frega.
Le cose importanti sono ben altre. Per esempio questa notizia QUI , che ci dice che, con tutta probabilità, il 5 giugno compieremo l'ennesimo passo indietro, le donne ancora una volta saranno tradite e lasciate sole.
Ma tanto, chi se ne frega. Veltroni le difenderà. Ne sono certa.

Qualcuno ha persino pronunciato un concetto interessante. Non ha semplicemente detto "vota il meno peggio" ma "non può esistere il partito perfetto, però bisogna votare quello che più si avvicina ai nostri ideali".
Perfetto. Sono d'accordo.
Ma avete preso in considerazione che NON esista il partito per me, per esempio?
Così, a tempo perso, vi elenco il programma che voterei. Programma che dovrebbe essere rispettato, non solo ventilato, mi sembra ovvio.
Non ci sono cose impossibili, come "uscire dall'Europa" o "rendere illegali le banche". No, sono solo piccoli accorgimenti che un governo potrebbe attuare.
Non sono in ordine di importanza.
Ve li leggo.




Ecco. Ce ne sarebbero altri centinaia. Ma cominciamo da questi.
Ora, voi accontentatevi. Meno tasse per tutti, aumento delle pensioni, i pacs, berlusconi merda, più mostre del cinema a Roma, viva le donne, viva la falce, viva il martello, non ci pensare che vivere bello.

Però, di grazia, come io non rompo i coglioni a voi, cominciate a fare altrettanto.
Dopo tutto questo, che vinca il migliore (o dovrei dire quello che fa meno vomitare?).
Sono d'accordo con Giuliano Ferrara.

Ok. vedo che ho attirato la vostra attenzione. Ora vi spiego meglio, se avrete la pazienza di leggere fino in fondo. Il fatto è che quello lì, quel grosso personaggio falso e ipocrita, non pronuncia solo pensieri non condivisibili. Tutt'altro. Centra il problema, pesantemente, riporta alla luce tematiche che in questi anni non si sono volute affrontare: il fatto che l'aborto molto spesso è un male, un qualcosa che si compie per volere altrui o perchè non si ha altra possibilità. Lo Stato italiano se ne frega se la donna è stata abbandonata dal compagno e non può avere figli, se ne frega quando viene licenziata perchè incinta, se ne frega della questione economica. Ferrara, quando dice che vuole dare il diritto alle donne di non abortire, proprio di questo parla. E come non essere d'accordo? E' vile costringere la donna a compiere un atto che per molte è disperato solo per i soldi. Ferrara parla di responsabilità maschile. Del fatto che l'aborto viene affrontato solo dalla donna ma che dietro a tutto questo c'è un uomo. Un uomo irresponsabile, maschilista, meschino.
Sono questi pensieri, che sarebbero dovuti uscire dalla bocca della Livia Turco – per dirne una – che rendono questo "sporco ipocrita" pericoloso. Lo definisco sporco ipocrita perchè in realtà, dietro alla sua battaglia, NON c'è il benessere delle donne.

Se davvero Ferrara auspicasse a un mondo migliore, non utilizzerebbe un frasario da squadrista che tanto piace alle persone di poca cultura e sensibilizzazione. Non parlerebbe di feticidio, di donne assassine, di aborto sbagliato sempre e comunque. Perchè l'aborto non è sbagliato sempre e comunque.
Non si prende minimamente in considerazione la donna che, pur di poterselo permettere, pur avendo un compagno stabile, decide di abortire perchè semplicemente un figlio non lo vuole. Non è detto che non lo voglia mai, non lo vuole IN QUEL MOMENTO. Ed ecco l'aborto.
Il vecchio slogan che oggi viene tanto deriso, "l'utero è mio e lo gestico io", voleva rappresentare anche questo. Dico anche perchè è stato un passo enorme, per la donna: riaffermare non solo il proprio corpo ma soprattutto la propria sessualità. Per molti la donna è solo un involucro che deve per forza accogliere e crescere una vita, anche contro la sua volontà.

Ma questo è un discorso meramente religioso, cattolico, che non può essere preso in considerazione per legiferare. Il concetto di vita è un concetto che non ha alcuna importanza: l'etica e la morale non esistono, o sono soggettive, ma sicuramente non possono essere basi per decretare leggi e comportamenti. Mi spiego meglio. Il concetto di vita è talmente assurdo che, se non si accettasse l'aborto come ultima risorsa per negare la gravidanza, bisognerebbe legiferare assolutamente contro i contraccettivi, contro la masturbazione maschile. Questo perchè non possiamo essere arroganti e decreatre che la vita nasce dentro a una donna. No, la vita è dentro all'uomo, vita che viene passata alla donna che ha i mezzi per farla crescere. Ergo, se cominciamo a parlare di concetti tipo “vita” non esiste altra strada possibiile: negare tutto, ridurre il sesso di nuovo al terrore, alla sottomissione, ma sia maschile e femminile. Ha ragione il papa: solo una vita di castità salverebbe la vita.

Non credo che nessuno di voi voglia questo. Quindi, per legiferare su una cosa tanto difficile come l'aborto, bisogna guardare altro. I numeri, la realtà, cosa accade.
Ho appena finito di leggere uno splendido libro di Ritanna Armeni, “La colpa delle donne”. Viene sviscerata, con parole chiare e semplici e più possibile obiettive, la condizione delle donne prima della 194 e dopo la 194. Questo libro, ne sono convinta, dovrebbe essere regalato nelle scuole, perchè potrebbe rappresentare una buona educazione di base. Non si può parlare dell'aborto senza cognizione di causa. Non ci si può definire abortisti o non abortisti solo in base a qualche slogan vacuo. Ci si definisce pro scelta, semmai, una volta considerate tutte le ipotesi. Considerati tutti i dati. Perchè è un dato incontrovertibile che prima del 1978, prima della 194, gli aborti erano molti, molti di più. E morivano anche tante donne, a causa delle mammane e molti medici guadagnavano soldi – e tanti – per praticare un aborto. La 194 nasce per affermare la personalità, la determinazione delle donne ma soprattutto per combattere una piaga come quella degli aborti clandestini.
Oggi Giuliano Ferrara si scaglia contro gli aborti clandestini. Che ci sono ancora, soprattutto al sud d'Italia. Meriterebbe un applauso? No.

Il perchè è molto semplice. Le persone da colpevolizzare non sono di certo le donne che ricorrono all'aborto clandestino o i medici che li rendono possibile. No, la domanda da porsi è una e soltanto una: perchè ci sono ancora gli aborti clandestini, nonostante la legge 194 che dà il diritto a una donna di abortire in un ospedale? Perchè, nonostante sia legale, in realtà non c'è possibilità di abortire in molte regioni itailane. Molti ospedali sono di proprietà cattolica, quindi non si interrompe la gravidanza, nel resto degli ospedali, invece, tutti i medici o quasi sono obiettori. E non esagero. Ecco qualche dato. In italia i ginecologi obiettori sono il 70 per cento e in alcuni regioni raggiunge l'80 per cento (nel Lazio e nel Veneto) e in Calabria è del 90 per cento. Sono obiettori il 47 per cento degli anestesisti (spesso le donne decidono di abortire senza anestesia proprio perchè non c'è altra possibilità, se non quella di aspettare, riducendo i tempi per usufruire del proprio diritto ai minimi termini) e il 38 per cento del personale medico. Questo si concretizza in situazioni limite: a Roma, per esempio, nell'ospedale Sandro Pertini solo due ginecologi su ventitrè praticano aborti. A Napoli, al Policlinico, ce ne sono solo cinque su quarantacinque. E non rappresentano delle eccezioni incredibili bensì la regola.

Come mai tutti questi obiettori? Sono tutti medici cattolici? Assolutamente no. Ci sono anche loro, ovvio, ma non rappresentano la regola. Molto obiettano per opportunismo e per fare carriera. Nell'ambiente medico, infatti, praticare aborto è visto come il male – anche se c'è una legge – e non diventa primario chi è abortista. Chi pratica aborti, inoltre, ha il triplo, il quadruplo del lavoro da fare, proprio a causa del numero esiguo di personale addetto. Inoltre, i medici di nuova generazione, quelli che si stanno laureando ora, sono praticamente tutti obiettori. La maggior parte di loro vedono di buon occhio l'eugenetica ma malissimo il fatto che la donna possa decidere per se stessa, con la frase “poteva stare attenta”.

Frase stupida e poco informata: le donne in Italia stanno molto più attente oggi che ieri, siamo passati da più di trecentomila aborti l'anno a centomila l'anno e grazie alla legalizzazione. Grazie all'informazione data ai consultori.
Se a Giuliano Ferrara e ai suoi adepti interessasse davvero la donna, si preoccuperebbero di portare informazione nelle scuole, nella tv. Lo stato dovrebbe preoccuparsi di quelle donne assoggettate dal loro compagno che non rappresentano affatto un'eccezione. Infatti, a parte gli aborti terapeutici – una tragedia, questa sì – e quelli causati dalla fallibilità dei contraccettivi, gli aborti delle donne ITALIANE sono dovute, tutte, dall'irresponsabilità dei compagni/mariti. Uomini che non vogliono usare il preservativo perchè poco virile, uomini che obbligano ad abortire, uomini che se ne fregano, uomini che pensano che la fecondità sia una cosa della donna e basta, uomini che credono di non avere alcuna responsabilità. Non sono pochi i casi di donne costrette a nascondere la gravidanza fino ai quattro mesi, quando il marito ormai non può più costringerle ad abortire.

QUESTI sono i problemi. Il problema non è la donna che abortisce, semmai è tutto questo sistema abietto delle cose che Ferrara non calcola. Quello di cui parla lui avviene in Cina (il controllo delle nascite). Una donna non usa l'aborto come contraccettivo, anzi, per prima cosa perchè fa male, in secondo luogo perchè per molte di loro è una tragedia. Chi lo usa come contraccettivo è proprio quell'uomo che, a casa, non vuole assolutamente condividere il sesso con un'altra persona. Tra l'altro non dovrebbe stupire: la violenza casalinga, in Italia, è a tassi altissimi, è una delle piaghe di cui nessuno parla ma a cui tutte le donne sono state soggette almeno una volta nella vita – salvo fortunate eccezioni – e il discorso del sesso è strettamente correlato. Ma è più facile dire donne assassine, piuttosto che educare finalmente le persone.
Agli stolti che pensano che le donne debbano ribellarsi invito a mettersi nei panni di una donna che, purtroppo, non ha avuto che esperienze negative con l'altro sesso. Non si immagina che esista un altro modello di uomo, anche, in netta minoranza con questa becera manica di meschini. Non lo sa.

Anche questa è stata una lotta perpetrata negli anni settanta, che oggi si è persa di vista.
Parlare di aborto in questi termini, nei termini dell'ignorante, con parole come feticidio in bocca, è pericoloso. Negare i dati prima della 194, dati oggettivi e, tra l'altro, in netto difetto perchè le donne non venivano registrate negli ospedali come avviene oggi, è stupido e vile. Parlare di Vita senza pensare alle esistenze delle donne è parziale e inutile.
Che poi c'è un problema ulteriore, che sta in fondo, che nessuno calcola. La donna è ancora destinata a essere madre, pur con i suoi tempi. Nessuno pensa che una donna possa semplicemente non volere figli, perchè non li vuole. Nessuno pensa che esistono donne che non hanno intenzione di entrare in una gravidanza, di vedere il proprio corpo deformarsi, stare male per nove mesi. Questa ipotesi è quasi scartata, come se non ci fossero donne che non hanno l'istintomaterno. Come se l'istinto materno fosse un'attitudine. Vi invito a riflettere molto su questo punto, perchè se si dà per scontato che la donna è madre, il passo è breve a pronunciare terribili dichiarazioni, come “la donna ha l'attitudine alla cucina e al cucito”.

Le donne per prime dovrebbero rivendicare il diritto di essere solo donne, singole, determinate. La maggior parte delle donne che spesso fanno figli è solo per compensare un'infelicità, per aggiustare un rapporto, per riscattarsi. Questo non è istinto materno, questa è debolezza. Vi invito a riflettere seriamente sulle motivazioni per cui si fanno figli, non solo su quelle per cui si abortisce. Sono due facce della stessa medaglia.
Dunque, non resta che una soluzione: studiate, studiate, studiate. Ferrara dice delle cazzate talmente abnormi che possono essere combattute con poco, con nulla, con qualche informazione. Non limitatevi a dire slogan come "La 194 non si tocca", perchè risultereste idealisti e vuoti, come quelli che dicono "Donne assassine".
Giuliano Ferrara e la sua cricca stanno cercando di fare una sola cosa: ridurre l'aborto a un'operazione da compiere solo quando c'è grave pericolo per la donna. Quindi, basta condizioni economiche, basta autodeterminazione. Come prima della 194. Come nel codice Rocco. Andate a leggere: la legge italiana era questo che prevedeva, prima.

La legge 194 va toccata eccome. Ci sono un sacco di cose da cambiare. Per esempio il fatto che dentro agli ospedali STATALI si possa essere obiettori. Questo a causa del fatto che gli aborti si possa fare solo negli ospedali statali e non in quelli privati. Questa è una clausula che va modificata. Come vanno moltiplicati i consultori, tolte le suore da dentro di essi però moltiplicando l'informazione per evitare aborti recidivi. C'è da aiutare economicamente le madri che non vorrebbero abortire, dando loro la scelta di non farlo. E non solo alla nascita,ma fino alla maggiore età del bambino. E non dite che è impossibile: stiamo parlando di uno stato che trova trecento milioni di euro per dare la pensione ad un governo morto o uno stato che spende 45 milioni di euro per un sito internet. I soldi li trovano per cose inutili, possono trovarli anche per le cose utili.
Finito il sermone.

Se non avete letto fin qui, nonostante la lungaggine, il punto è uno solo: non potete parlare di aborto. Perchè non sapete, perchè vivete di luoghi comuni, perchè in realtà non vi interessa. Dovreste leggere dei libri sull'argomento ma se non riuscite a finire un post... Vi invito a tornare a parlare di Totti e di Maria De Filippi, di Ma qui era tutta campagna e di Manzinga Zeta.
Ma lasciate ai grandi le cose da grandi.
Sono schifata da quello che leggo in giro.

Ne ho parlato talmente, in questi giorni, che ormai mi viene il voltastomaco a pensare di ricominciare.
Falsi moderati, persone politicamente corrette (salvo obbligare, con giri di parole, le donne ad avere figli quando non ne vogliono).
Molti mi hanno – detto in modo molto prosaico – rotto i coglioni per il fatto che voglio avere il diritto di abortire, se mi pare. E non abortire solo per motivi economici: ma per il semplice fatto che non voglio avere figli.
Tutti scandalizzati: Oh ma la vita! La vita è sacra!
La vita è sacra? Ma che vuol dire? Di che stai parlando?
E' sacra e mangi maiale. Ah, un maiale vale meno di un embrione, vero.
E' sacra ma ti fai di pippe tutto il giorno. Ah, ma uno spermatozoo non è un embrione, vero.
Sono sinceramente stanca di questi uomini che si arrogano il diritto di scegliere. Se non vuoi figli, usa il preservativo, dicono.
Ma che bravi. Un applauso!

Punto primo: intanto facciamo un po' di sana educazione sessuale, a scuola e in tv. Un mese fa vi siete tutti scandalizzati perchè hanno detto, in televisione, PRESERVATIVO!
ODDIO! E se le nostre bambine sentissero questa parola????
Bene, cercate loro di spiegare che il preservativo non è un insulto, una parolaccia, una cosa sporca. Dite loro che il sesso è una cosa piacevole, che devono divertirsi a fare sesso, che quella cosa che hanno tra le gambe si chiama vagina ed è una cosa importante e saliente!
Cosa c'entra? C'entra eccome! Vorrei ricordare a tutti questi uomini sapienti che la donna, spesso e volentieri, rimane incinta perchè obbligata ad avere rapporti sessuali non protetti oppure per ignoranza. Colmando queste lacune – con una sana educazione e liberalizzazione del sesso dal peccato – anche gli aborti diminuirebbero.
Io vorrei una legge chiara, dove le donne possono andare là ad abortire perchè non voglio figli, se lo desiderano. Perchè non è obbligatorio avere figli, ma non solo. Il corpo è mio, quella cosa che cresce è nella mia pancia.
Solo una donna SA che cosa vuol dire vedersi cambiare fisicamente per un estraneo e quell'estraneo potrebbe essere amato ma anche odiato. L'istinto materno non esiste, è solo un concetto nostro, un concetto dato dalla socialità con altri uomini.

Le donne soffrono per l'aborto. Vero, verissimo. La maggior parte dei casi, però, soffre a causa di psicologie esterne, da forzature dei suoi pensieri dati dai genitori, dall'opinione pubbllica, da tutto quello che ha intorno a sè.
Non ne posso più di sentire uomini, che NON CONOSCONO NIENTE della situazione o la conoscono in modo tanto frammentario da rendersi RIDICOLI, che vengono a darmi lezioni sul mio stato di donna. Uomini che si sentono in diritto/dovere di dire frasi come: Ah, ma usi il frasario della femminista, non siamo nel 68, l'utero è mio e lo gestico io è una frase schifosa...
Sminuiendo quindi non solo un concetto importantissimo, quello della femminilità rivendicata (perchè lo sapete, maschietti chiari, che rivendicare una cosa del genere, dire la parola utero ed utilizzarlo come slogan, è stato un passo avanti radicale, schiacciante, rivoluzionario? Lo sapete che non ha un connotato negativo ed egoista, come invece in modo falsato pensate? Insomma: vi siete mai chiesti che cosa significhi? E se sì, quali sono le vostre conclusioni? Lo sapete che prima di allora esistevano donne che non sapevano di avere il clitoride? Lo sapete che la maggior parte delle donne, prima non si masturbava? Lo sapete che alle poche donne che si mastrurbavano, fino agli anni '50, veniva estratto il clitoride, in molte parti del mondo, tra cui gli stati uniti? Lo sapete che la maggior parte delle donne, oggi non si si masturba ancora e non sa del clitoride?? Nel 2008?? No, che non lo sapete), ma sminuite le richieste, come se essere femministe fosse quasi un insulto (Come “comunista” per berlusconi, per capirci).
Sono schifata da queste persone che, come rivendico il diritto di non partorire, mi dicono “Eh, ma è perchè tu ti vedi come macchinette sforna figli”.

Ma come vi permettete? Cosa ne sapete, delle donne?
Cosa ne sapete se l'unico contatto che avete, nella maggior parte delle volte, è quello sessuale, rapporto che non soddisfate, che non comprendete, che è privo di delicatezza.
Badate, parlo di CERTI uomini, non di tutti e ci mancherebbe altro. Non sono sessista al contrario, è un concetto che odio con tutto il mio cuore.
Non ne posso più di sentire queste cose.
Donne: masturbatevi, toccatevi, esploratevi, cominciate a prendere coscienza di voi stesse. Imparate il sesso, non lasciate che la maggior parte degli uomini burberi ve lo impongano.
Provate il concetto di orgasmo, che ormai è sempre più raro.

Non fingete più gli amplessi, mentre fate sesso con un uomo che non riesce a soddisfarvi. Già solo con questa azione rivoluzionaria cambierebbero molte cose, ne siete coscienti?
Il problema aborto è strettamente legato all'educazione sessuale, alla coscienza del proprio corpo. Se più donne conoscessero i loro limiti illimitati non sarebbero solo strumenti di sesso, ma sarebbero IL sesso.
Mi fa vomitare l'idea che siano uomini, che non conoscono NIENTE di questa situazione, che non hanno vissuto su di sè l'uccisione del piacere come peccato (non esistono casi di esportazione del pene per masturbazione... e lo sapete, forse che la clitoride equivale al pene e anche oltre?) a doverci insegnare chi siamo. Le donne, che scoprono ancora troppo spesso per caso, non devono vedere il sesso come una costrizione, non vedere l'uomo come carnefice.

Voi, uomini, non sapete niente.
I casi delle donne che vivono così il sesso sono tanti, la maggior parte, e rappresentano il problema principale.
Cominciamo a parlare di prevenzione alla tv assiduamente. Cominciamo a REGALARE preservativi, a darli anche alle nostre figlie da tenere nel protafoglio “nel caso ti capitasse”.
Lo ribadisco: la maggior parte degli aborti capita a quelle ragazze che rimangono incinte per sbaglio, perchè non sapevano, perchè non usano contraccettivi.
E i contraccettivi spesso non si usano perchè l'uomo col preservativo non sente niente e non li vuole.
Insegnamo alle nostre figlie, invece, che il preservativo è per loro, che è una cosa importante, che è normale, che non c'è niente da vergognarsi. Che lo devono pretendere, per la loro sicurezza.

Non ho mai detto che abortire è come togliere le tonsille.
Ho detto che sarebbe come togliere le tonsille per ME, Alice Suella.
Non ho detto che abortire è una scelta semplice.
Ho detto che così è per ME.
Ogni donna è diversa. Ha un diverso ciclo mestruale, un diverso orgasmo, una diversa sensibilità, una diversa maternirà. Figurati se mi metto a parlare a nome di tutte le donne.
Anche l'aborto - sperando che non debba capitare mai a nessuna di noi - sarebbe differente.
Ognuna deve sentirsi libera di essere quello che è. Senza costrizioni.
Libera di scegliere.
Altro che vita e cazzate varie.
Si, io non sono contro la vita. Io sono PER la vita.
E proprio per questo voglio che le donne, vive e libere, scelgano.

L'iniziativa sta procedendo bene. Qualcuno di voi sta pensando ad un bannerino da inserire al posto di quello di Ferrara, per coloro che non vogliono sporcare i loro blog con la sua losca figura.
Continuate a scrivere, bombardate il web.
Da domani questo blog torna alle scemenze. Almeno per un po'. Perchè sono stanca e spossata.
Scusate ma non sono un robot.
Complimenti a tutti quanti, continuate così.
E speriamo di raggiungere qualche risultato.
Volevo solo aggiungere una frase di Bertoli, della canzone "Certi momenti".
Che io di musica non parlo mai però la sto ascoltando ora e l'emozione si ferma a stento.
Anzi, va, ve la scrivo tutta.
E a me fa senso il fatto che, nello stesso mondo e nello stesso periodo, esistano personaggi come Bertoli e come Giuliano Ferrara, contemporaneamente...

Anna che hai scavalcato le montagne
e hai preso a pugni le tue tradizioni
lo so che non è facile il tuo giorno
ma il tuo pensiero è fatto di ragioni
i padri han biasimato la tua azione
la chiesa ti ha bollato d'eresia
il cambiamento impone la reazione
e adesso sei il nemico e così sia
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi
e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica
non credo al perdono
Adesso quando i medici di turno
rifiuteranno di esserti d'aiuto
perché venne un polacco ad insegnargli
che è più cristiano imporsi col rifiuto
pretenderanno che tu torni indietro
e ti costringeranno a partorire
per poi chiamarlo figlio della colpa
e tu una Maddalena da pentire
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi
e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica
non credo al perdono
Volevo dedicarti quattro righe
per quanto può valere una canzone
credo che tu abbia fatto qualche cosa
anche se questa è solo un'opinione
che lascerà il tuo segno nella vita
e i poveri bigotti reazionari
dovranno fare senza peccatrici
saranno senza scopi umanitari
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi
e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica
non credo al perdono
Credo che in certi momenti
il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi
e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra
e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica
non credo al perdono
Sono proprio incazzata e dovreste esserlo anche voi.

E' che leggo notizie devastanti, mi sento violentata in quanto donna e in quanto essere umano sensibile, vorrei poter far qualcosa.
Tra l'altro, ho ripreso fiducia. Abbiamo vinto una battaglia, quella di Paganesimo, che credevo fosse persa in partenza. Credevo non ci fosse possibilità di replica. Forse forse, mi sbagliavo.
Io sono qui a proporvi una cosa. Una cosa che dovrebbe interessare a tutti, indistintamente.
Credo che abbiate sentito di quello che è capitato a Napoli. Del blitz in un ospedale, avvenuto dopo una chiamata anonima di qualche coglione che ha denunciato un "feticidio" (ma che è? Un nuovo insetticida?) oltre i tempi consentiti dalla legge.
Se non avete sentito la notizia, leggetela da FINAZIO, che l'ha spiegata ben bene.
Poi forse avrete sentito di quel medico pezzo di merda che ha violentato sette ragazze sette mentre erano sotto anestesia, le ha fotografate in posizioni oscene e, quando è stato messo in galera, c'è rimasto solo tre giorni. Potete leggere la notizia QUI
Ecco, io sono proprio incazzata e dovreste esserlo anche voi.
In tv c'è una sorta di disinformazione crescente su quello che è maschilismo ma, soprattutto, aborto.
La legge 194 verrà cambiata, signori miei.
Il Partito Democratico (che di democratico non ha un cazzo) ha già appeso per Roma e per l'italia tutta dei manifesti in cui millanta il miglioramento di una legge che va bene così com'è.
La destra, guidata da Capitan Ferrara, ucciderà un diritto appena acquisito.

Diritto che riguarda solo ed esclusivamente le donne, che piaccia o meno.
Io non voglio fare la solita, ennesima filippica sul diritto di essere un individuo di genere femminile ed essere considerato pari a quello maschile.
Non mi va più e lo trovo mortalmente noioso.
Non è mia intenzione nemmeno convincervi che l'aborto è giusto. Chi è contro l'aborto rimanga contro, non è questo il problema.
Il problema, semmai, è ledere la libertà di scelta.
L'importante è avere totale possesso delle proprie azioni: chi vuole abortire deve poterlo fare, chi non vuole deve poter scegliere di NON abortire.
Certo, il mio pensiero va oltre, molto oltre, forse non sarà condivisibile anche per molti abortisti, ma non siamo qui per parlare di me.
Siamo qui per ribellarci.
Abbiamo visto che i giornali e i politici stanno attenti ai blog. Io ce lo vedo, il Mastella, a girare e a leggere le nostre opinioni, incazzandosi.
Finchè è un blog, a parlare, non accade nulla.
Ma se ci muovessimo in massa sono sicura che qualcosa verrebbe fuori. Qualche giornale potrebbe parlarne.
Ecco la mia proposta: dedicate un post all'aborto, alla libertà della SCELTA, al diritto inviolabile del libero arbitrio.
Parlatene in modo personale, in modo oggettivo, in modo umoristico, ma parlatene.
Sono convinta che basterebbero una cinquantina di blogger, uniti tra di loro ma indipendenti nelle loro motivazioni assolutamente personali.
Passate la palla a tutti i vostri amici di blog, fate in modo che questa cosa si espanda in modo inimmaginabile.
Io posso solo proporre questo, voi dovete agire.
Visto che le manifestazioni in piazza non vengono pubblicizzate (basta pensare al No vat), visto che i politici sono tutti cattolici e religiosi, non resta che agire su internet.
Proviamoci, almeno.
Non voglio arrivare all'abolizione di un diritto senza aver tentato. Ma tentato sul serio.
Chi è d'accordo con me, commenti qui oppure cominci con un post.
Vi seguo a ruota, domani.
Ho anche un bannerino da inserire nel post e nei blog in genere.
Che ne pensate?

Ferrara dice cose estreme, io lo combatterei con la stessa moneta... Ma lascio decidere alla maggioranza.
E' importante esserci. Non c'è un cazzo da fare.